A teatro con Giada

A teatro con Giada

“Uomo e Galantuomo” di Eduardo De Filippo, a Milano

In scena dal 10 al 27 ottobre 2013 al Teatro Manzoni

Al Teatro Manzoni dal 10 al 27 ottobre sarà in scena “Uomo e Galantuomo” di Eduardo De Filippo.

“Io scrivo per tutti, ricchi, poveri, operai, professionisti… tutti, tutti! Belli, brutti, cattivi, buoni, egoisti. Quando il sipario si apre sul primo atto d’una mia commedia, ogni spettatore deve potervi trovare una cosa che gli interessa”. Eduardo De Filippo si descriveva così parlando del suo lavoro.

Il registra Alessandro D'Alatri lesse ancora ragazzo questa frase e ne rimase colpito.  L’opportunità di poter allestire Uomo e galantuomo nacque durante le pause di lavoro di “Tante belle cose” quando in cerca di uno spazio fumatori il registra si ritrovò "clandestino" con Gianfelice Imparato.

 “Uomo e Galantuomo” è un testo giovanile (1922) classificato spesso come farsa. Seppure caratterizzata da una ricca serie di battute ed episodi irresistibilmente comici, nella commedia emergono una gran quantità di contraddizioni tra l’apparire e l’essere della borghesia contro il dramma proletario di chi ogni giorno affronta la sopravvivenza. Falso perbenismo contro tragedia. Onore da salvare contro fame.

Una commedia di altissimo livello, forse la più divertente, che segnò per Eduardo De Filippo il passaggio dalla farsa al teatro di prosa. E guarda caso al centro della commedia c’è proprio il teatro: una scalcagnata compagnia, nominatasi “L’eclettica” (proprio perché non pone limiti alle proprie attitudini artistiche), porta in scena in una località turistica balneare “Malanova” di Libero Bovio. Attraverso il classico meccanismo della commedia degli equivoci, si scatena così il teatro nel teatro, la follia tra farsa e dramma evocando sapori pirandelliani. Ma si respirano anche profumi di Goldoni, di Skakespeare, e forse anche un po’ di quel teatro dell’assurdo che va da Osborne a Beckett a Jonesco.

L’assenza di talento e l’improvvisazione della compagnia fanno infatti da contrappasso ai drammi borghesi interpretati invece con talento e una vena di follia. Sullo stesso palcoscenico della vita saranno più attori i benestanti, i cui sforzi mirano ad interpretare ruoli d’apparenza che i veri commedianti protesi, senza alcuna esigenza interpretativa, soltanto a sopravvivere al quotidiano. Questo è nel progetto di regia di Alessandro Dall'Atri. "Lo spazio scenico viene riempito dalle anime di quegli esseri umani mentre l’allestimento è cornice che le libera dal realismo per ricondurre la drammaturgia al centro della rappresentazione."

Biglietto: poltronissima € 32,00; poltrona: feriali € 20,00 - sabato e domenica € 22,00 Orari: feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30

A Teatro con Giada

Laureata in Editoria e giornalismo, amo viaggiare, divorare libri, riviste e granite al pistacchio… da siciliana verace. Sempre connessa, non vado da nessuna parte senza il mio portatile, sul quale spesso mi ritrovo addormentata perché intenta a lavorare fino a notte fonda. Tra tutti i posti in cui sono stata e ho vissuto, Milano è uno di quelli in cui vale davvero la pena di vivere e di cui si potrebbe parlare per ore: teatri, mostre e negozi che non hanno nulla da invidiare al resto dell'Europa e del mondo.

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

Torna su
MilanoToday è in caricamento