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Uno sputo per una buona azione!

Sarah25 febbraio 2010
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Oggi abbandoniamo la politica e le grandi questioni per parlare di qualcosa di molto quotidiano…

Come tutte le sere ho salutato i miei colleghi a Cadorna e stavo accingedoni a cambiare linea della metropolitana: dalla verde alla rossa. Sulle scale di passaggio tra una linea e l’altra è successo quello che succede molto spesso nelle metropolitane milanesi: due ragazzi slavi hanno sfilato il portafoglio dalla borsa di una ragazza sudamericana che camminava tre gradini sopra di me.

Ci ho messo una decina di secondi per realizzare che cosa stava succedendo, ma appena ho capito ho cominciato a urlare ai due che li avevo visti rubare il portafoglio e ho subito avvisato la ragazza. Un’altra ventina di secondi di commozione e uno dei due giovani ha subito restituito il portafoglio e ha tentato di  allontanarsi.

L’altro ragazzo invece ha fatto la cosa che mai mi sarei aspettata: è venuto verso  di me a passi decisi,  in chiaro segno di sfida e mi ha sputato in faccia. Altri 10 secondi di incredulità e poi ovviamente vi risparmio la sequela di insulti poco carini che gli ho urlato dietro.

Dopodichè sono intervenuti due dipendenti dell’Atm che si trovavano nel gabbiotto dell’ammezzato. Un minuto e, visto che il portafoglio era stato restituito, ho proseguito verso le scale che portano alla linea rossa direzione Sesto. Mi sono girata qualche volta di nuovo per vedere come progrediva la scena e ho notato che il ragazzo che mi ha sputato mi ha seguito per un po’. La cosa è morta subito, non preoccupatevi, ha mollato subito il colpo  e io sono arrivata sana e salva a casa. (lo dico soprattutto per te mamma).

Tre le cose che mi hanno scosso di questa vicenda: il furto, il conseguente sputo e l’indifferenza totale della gente intorno a noi. Se anche nessuno avesse notato il furto, la concitazione che ne è seguita e il tentativo di minacce del ragazzo non possono essere passati inosservati (tantomeno i miei insulti). Mentre discutevamo animatamente del portafoglio, la gente ci passava accanto e ci superava: ci guardava, per carità, ma nessuno interveniva! (e cavolo sono pure una donna!).

Non so se la gente abbia preferito ignorare la cosa per paura o per evitarsi un “grattacapo”. In ognuno dei due casi, fa pensare…

Intanto…Buona città
S.
furti

15 Commenti

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  • Avatar anonimo di CiccioRiker

    CiccioRiker E se qualcuno fosse intervenuto in tua difesa, sei sicura che non si sarebbe gridato "al razzismo"?

    Episodi come questi andrebbero puniti severamente (legalmente), dov'era la Polizia? Perche' non e' stata chiamata?

    il 21 settembre del 2010
  • Avatar anonimo di marmarini

    marmarini La situazione descritta da Sarah è un po’ diversa da quella descritta da Gramsci e sicuramente peggiore, perché è qualcosa che non riguarda il rapporto dei cittadini con il Potere, ma dei cittadini con i cittadini.

    Io ho constatato che le grandi città e Milano in particolare, hanno dei meccanismi di vita che portano le persone a vivere in questo modo.

    Questa vita è semplicemente biologica, come quella di un insetto, nulla di più.

    Ma quando vado fuori Milano trovo gentilezza e meno indifferenza.

    Io sono di Napoli dove sono stato 2 anni fa l’ultima volta; più di una volta ho constatato che non c’era indifferenza.

    Qualcuno potrebbe chiamarla invadenza. Per esempio una volta guardavo una mappa dei mezzi pubblici, non capendo dove fosse il capolinea di un bus. Un ragazzo vicino, senza che gli chiedessi nulla, me lo ha spiegato.

    Non so dirti cosa sarebbe successo a Napoli nel momento più violento e concitato di quanto hai raccontato, ma sicuramente , quando le acque si erano una attimo quietate, non avresti avuto indifferenza, non so se solidarietà.

    Non so perché Milano sia così indifferente. Il nebbiun non mi piace, ma è nulla in confronto all’indifferenza e all’angoscia che questa può provocare

    il 26 febbraio del 2010
    • Avatar anonimo di flavio

      flavio caro amico napoletano, napoli ed i napoletani(non tutti) sono meravigliosi, io ci sono stato una sola volta e mi è molto piaciuta.
      milano è cambiata ahimè, negli anni 60 e 70 quando era meta degli immigrati del sud italia era accogliente, generosa e effervescente (ti riporto quello che mi riferiscono conoscenti ed amici).
      ora il consumismo e l'indifferenza hanno fatto di questa città quello che si vede.
      però ciò che è successo a sarah non è la normalità, ma l'eccezzione!
      la mia ragazza è stata infastidita sulla metropilitana da un gruppo di marocchini un pò alticci (a proposito ma l'islam non vieta di bere?)e 2 ragazzi l'hannoo subito difesa...quindi!
      io sono orgoglioso e fiero di essere nato a milano e di viverci e non la cambierei con nessuna'altra città al mondo!
      per quanto riguarda i tuoi riferimenti storici, anche se fuori luogo io rispetto le opinioni ed i pensieri di tutti!sempre
      ed ammiro persone come te che accettano il mio appunto e continuano a discutere civilmente!

      il 26 febbraio del 2010
  • Avatar anonimo di marmarini

    marmarini “Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti .
    L’indifferenza è il peso morto della storia.
    L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E’ la fatalità; e ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano; se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
    Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto ad ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto.
    E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

    Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre pochi si sacri******no, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

    11 FEBBRAIO 1917

    il 26 febbraio del 2010
    • Avatar anonimo di flavio

      flavio solidale con te cara sarah (sono il flavio delle risposte sulla moda!), se fossi stato lì quantomeno ti avrei chiesto se era tutto a posto!
      basito per la risposta political-partigiana del commenatatore!
      stavo pensando di tirare in ballo per questa vicenda la scelta di campo fatta dai cartaginesi!
      Partigiani, storia?????????????
      maddai
      educazione e senso civico.....solo questo punto.

      il 26 febbraio del 2010
  • Avatar anonimo di mangel

    mangel Sarah, a te innanzitutto la mia totale solidarietà. A te e a chiunque mostri ancora qualche sussulto di dignità e senso di solidarietà, in una società dal senso civico ottenebrato da paranoie xenofobe e rigurgiti moralistici. Credo che la partecipazione della gente ai (mis)fatti pubblici si esprima ormai come tenue gargarismo da poltrona, laddove si condanna il corrotto, il puttaniere, il ladro, il razzista, per poi girare subito canale per annegarsi in altre lacrimosità sempre vissute nel rassicurante distacco della realtà virtuale e della fugace chiacchiera. E la coscienza è paci******ta… Prevale un senso di morte, in tutto ciò…

    il 26 febbraio del 2010
  • Avatar anonimo di Alberto da giussano

    Alberto da giussano Strano che qualche impavido "rondista" elettore della Lega non sia intervenuto in difesa dell'italica vittima di tale gesto....

    il 26 febbraio del 2010
    • Avatar anonimo di flavio

      flavio o qualche punkabbestia!
      o qualche centrosocial/lencavallino divensore di milano...ups sono slavi loro vanno difesi!

      il 26 febbraio del 2010
      • Avatar anonimo di maggie

        maggie fuori luogo

        il 26 febbraio del 2010
        • Avatar anonimo di flavio

          flavio anhe il tuo commento sulle ronde era fuori luogo......ma ahimè tu puoi!
          vero?
          antidemocratrico

          il 26 febbraio del 2010
          • Avatar anonimo di maggie

            maggie chi ti dice che io sia alberto da giussano

            il 26 febbraio del 2010
            • Avatar anonimo di flavio

              flavio chiunque tu sia accetta i mei commenti punto!
              fuori luogo allora ci sei tu.....e il commento di alberto da giussano

              il 26 febbraio del 2010
  • Avatar anonimo di Marco

    Marco Una storia simile, per certi aspetti, anche se molto meno brutta. Niente violenza, solo consueta indifferenza. Anni fa ero in bicicletta, a Milano. Pioveva. Con la ruota davanti finisco sul binario di un tram. In quei casi è come entrare in un ingranaggio inflessibile, si cade. Gran botta al ginocchio. Mi alzo zoppicando vistosamente. Ero vicino a una fermata dell’autobus, c’era un sacco di gente. Nemmeno una parola, da nessuno. Consueta indifferenza…

    il 26 febbraio del 2010
  • Avatar anonimo di loredana

    loredana Lo so che non è mai da consigliare ma un bello sputo di ritorno forse farebbe perdere un pochino di arroganza a chi crede che le proprie azioni trovino dall'altra parte sempre qualcuno di passivo, non dico arrivare a gesti estremi ma una bella restituzione libera se stessi anche dalla tensione e dalla paura. La cosa preoccupante resta sempre e comunque l'indifferenza con la quale la gente assiste al trascorrere delle cose e non sole delle cose gravi come i furti o le aggressioni ma anche semplicemente al gettare per terra la carta, ad imbrattare e roivinare le cose pubbliche (che poi oaghiamo noi stessi) questo penso sia veramnte come sempre la cosa più brutta l'apatia delle persone.

    il 26 febbraio del 2010
  • Avatar anonimo di Maurizio

    Maurizio Come Volevasi Dimostrare...al di la' del sollievo per la conclusione della vicenda(mica solo mammma si preoccupa...) La NewYorkizzazione di Milano continua...ritorna d'attualita' un piccolo regalo di compleanno ti feci qualche anno fa...anche se sei contraria.
    Lo so dover girare armate di spray lacrimogeno non risolve il problema generale...che tu vorresti affrontato e risolto nel sociale...ma il problema contingente dell'impunito che torna indietro...quello lo risolve sicuro!!!
    Qui ad Auckland, se gridi aiuto, arrivano almeno un paio di ragazzi robusti che praticano rugby e danno una mano...per ora e' cosi' anche a South Auckland, che consideriamo zona malfamata. Per ora, la polizia qui non e' armata, al massimo un Taser di pattuglia di notte....e funziona.

    il 25 febbraio del 2010