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Casa 770: ecco la storia del misterioso edificio di Porta Venezia

L'abitazione è una delle 12 repliche sparse per il mondo del luogo simbolo di una comunità di ebrei ortodossi

Casa 770 (da meinmilanblog.wordpress.com)

Tra le facciate Liberty di porta Venezia, spicca un edificio diverso da tutti gli altri, che colpisce per la sua aria misteriosa e a tratti stregonesca. Mattoni rossi, tre tetti appuntiti, un balconcino centrale e linee tipicamente gotiche: si tratta della Casa 770 di via Poerio 35, una delle dodici abitazioni riprodotte in modo pressoché identico in tutto il mondo dalla comunità ebraica ortodossa dei Lubavitcher.

La storia

Ispirata all'architettura dei Paesi Bassi, la replica milanenese delle dodici Case 770 esistenti è l'unica a sorgere in Europa. Le altre copie si trovano in diversi paesi: dagli Stati Uniti a Israele, passando per Australia, Canada, Cile e Brasile. La singolare storia di queste costruzioni va fatta risalire alle persecuzioni naziste; il primo esemplare di Casa 770, infatti, venne realizzato negli anni '40 quando il rabbino leader della comunità Lubavitcher, Yoseph Yitzchok Schneerson, in fuga dalla Germania, riparò a Brooklyn, New York. Proprio qui, a Eastern Parkway 770  - da cui il nome della Casa - per ospitarlo venne costruita la numero uno di queste peculiari abitazioni.

Ma la decisione di replicare il modello architettonico in altre nazioni è legata anche al prestigio del genero di Yitzchok Schneerson, Menachem Mendel Schneerson, che divenne molto noto e apprezzato per la sua devozione, la sua cultura e il suo impegno nella diffusione dell'ebraismo chassidico. Tanto che la Casa 770 arrivò a essere considerata un vero e proprio luogo simbolo per la comunità ebraica ortodossa dei Lubavitcher e iniziò così a essere imitata in diversi paesi.

Quello dei Lubavitcher è un movimento presente a livello internazionale, nato come ramificazione dell'ebraismo chassidico, corrente che si è diffusa nei paesi slavi a partire dal 1800 e che si basa sulla popolarizzazione della Cabala e sulla santificazione di ogni aspetto della quotidianità. Gli uomini di questa comunità, presente anche a Milano, sono facilmente riconoscibili grazie ai tipici cappelli neri in feltro, che indossano insieme ad abiti dello stesso colore. Spesso, inoltre, si lasciano crescere lunghe barbe.

Stile

Oltre ai tre frontoni iconici a punta e bovindo centrale, l'edificio di via Poerio si distingue per un bel giardino interno e una facciata ricca di decorazioni che rimandano agli insegnamenti esoterici della Cabala ebraica. Ristrutturata negli anni '90, l'abitazione si sviluppa su tre livelli e presenta una facciata tipicamente nordeuropea, in stile rinascimentale fiammingo, con un triplo timpano e finestre incorniciate da rettagoli in pietra bianca. 

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