T'el see che a Milan... ?

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Non solo santi e beati: le incredibili statue del Duomo, dai pugili alle racchette da tennis

Tra guglie e pinnacoli, la straripante varietà di ornamenti della cattedrale mette a prova anche l'occhio più esperto. Travalicando, spesso in modo sorprendente, il mondo religioso

Le statue dei pugili in Duomo (foto Andrea Cherchi)

Non solo santi. L'incredibile varietà e la bellezza del Duomo celano sorprese anche agli occhi più attenti. E se si ha tempo di osservare con calma i fianchi e l'abside, posando lo sguardo su guglie e pinnacoli, non mancano incredibili chicche. 

Già, perchè le oltre 2mila statue che adornano la cattedrale sono eterogenee e non appartengono solo ed esclusivamente all'universo cattolico. Basta avere un po' di pazienza. E armarsi di un binocolo. A partire dai pugili. 

Scrive Matteo Innocenti su Expo2015 Notizie

Salendo sulle terrazze del duomo, tra le statue di santi, martiri, angeli ed episodi biblici, si possono scorgere raffigurazioni di personaggi italiani famosi come il Sommo Poeta Dante Alighieri, il direttore d’orchestra Arturo Toscanini e il re Vittorio Emanuele. Si trovano dislocati lungo la falconatura, dove si possono riconoscere anche quattro coppie di pugili. Tra di loro, Primo Carnera, il primo italiano a vincere, nel 1933, il titolo mondiale dei pesi massimi, ed Erminio Spalla che, curiosamente, si cimentò poi nel cinema recitando anche in Miracolo a Milano. C’è anche un ritratto di Benito Mussolini: nel dopoguerra fu ritoccato, ma il bassorilievo ha conservato la riconoscibilissima mascella volitiva delle origini. Armati di ottima vista o meglio ancora di un binocolo, da via Santa Radegonda si può scorgere la statua di una donna seminuda che si appresta a passare da una guglia all’altra, mentre un uomo di fronte sembra provare a fare lo stesso, nella medesima posa acrobatica.

Finisce qui? No, ovviamente. Tra le statue del Duomo si possono scorgere il drago Tarantasio - il terribile mostro che, narra la leggenda, faceva strage di uomini e soprattutto di bambini e che ammorbava l'aria con il suo alito asfissiante; nella realtà erano con ogni probabilità esalazioni nel sottosuolo di metano e di idrogeno solforato nell'antico lago stagnante Gerundo, tra Adda e Serio -, guantoni da boxe, racchette da tennis, una piccozza con fune e scarpone per l’arrampicata e una palla ovale da rugby; senza dimenticare i piccioni, ospiti non spesso graditi ma onnipresenti all'ombra della Madonnina. 

E non si pensi che il Duomo non sia perennemente in fieri. Statue, stavolta sì a carattere religioso, vengono continuamente aggiunte. Nel corso del mese di marzo 2006 sono state posizionate le raffigurazioni dei beati cardinal Andrea Ferrari e padre Luigi Monti - ricorda la Veneranda Fabbrica -, nell'ottobre del 2013 quella del beato don Carlo Gnocchi continuando il singolare primato dell’ininterrotta produzione di statuaria, lungo l’arco di oltre sei secoli, tale da costituire una raccolta scultorea unica al mondo.

Il perimetro esterno, i terrazzi di copertura e la 135 guglie sono coperti da migliaia e migliaia di ornati, tutti differenti l’uno dall’altro. "La ricchezza dell’apparato decorativo interno si concentra negli altissimi ed originali capitelli che concludono i grandi piloni a fascio, nei grandi altari cinquecenteschi e nel complesso del monumentale presbiterio dove la scultura si esprime nelle più varie modalità, materie e tecniche", prosegue la Fabbrica.

C'è perfino una statua della libertà. Sì, come il simbolo americano. Ma questa è un'altra, bellissima, storia. 

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