Milano, caos Tari: ecco come farsi rimborsare dal Comune la 'cresta' sulla Tassa sui rifiuti

La richiesta deve ottenere risposta entro 90 giorni, dopo i quali si può proporre ricorso

Immagine repertorio

I Comuni hanno fatto la "cresta" sulla Tari, ma chi ha pagato più del dovuto potrà ottenere il rimborso. Anche Milano, così come annunciato dal sindaco Giuseppe Sala, è pronta a rimborsare i cittadini. "Ci sarà senz'altro un rimborso per chi ha pagato più del dovuto, adesso vedremo caso per caso", ha detto il primo cittadino. 

In questi giorni è scoppiato un vero e proprio "Caso Tari": diversi comuni italiani avrebbero conteggiato e calcolato la quota variabile della tassa applicandola anche alle pertinenze della casa domestica anche se non sono possono essere assogettabili alla tassazione Tari. Il fatto è stato confermato durante un'interrogazione parlamentare dello scorso 18 ottobre. 

In sintesi: molte amministrazioni hanno applicato male il regolamento e hanno calcolato la tassa sui rifiuti più volte sullo stesso immobile applicando la quota variabile anche sulle pertinenze (garage, box, cantine etc). Risultato? Bollette gonfiate con importi addirittura moltiplicati.

L'errore è stato portato alla luce da Giuseppe L’Abbate, parlamentare del Movimento 5 Stelle, che insieme al suo commercialista ha verificato nel dettaglio una bolletta Tari del comune di Polignano a Mare, cittadina in cui risiede. Il risultato? Nel caso specifico è stata una bolletta Tari salatissima: 673 euro rispetto a 391 euro.

Come chiedere il rimborso Tari

In primis bisogna verificare se ci spetta il rimborso. Per capirlo basta prendere i bollettini Tari o gli F24 inviati dal comune che riportano anche i calcoli della Tariffa sulla unità immobiliare e sulle pertinenze. Se in quest'ultime è presente la varibile Tari si ha diritto a chiedere il rimborso. Più nel dettaglio la quota variabile sulla Tari si trova sull'avviso di pagamento: nella pagina relativa al dettaglio delle somme.

Una volta stabilito che si ha diritto al rimborso bisogna presentare una domanda di rimborso (entro cinque anni dalla data del pagamento) inviando un modulo di rimobrso al comune tramite raccomandata. Alla missiva vanno allegate anche le bollette pagate ingiustamente.

Bisogna fare attenzione a chi inviare la raccomandata: se la tassa è gestita da una società privata la domanda di rimborso va presentata a loro e non al municipio. Se alla vecchia società ne è subentrata una nuova all'ora l'istanza di rimborso deve essere presentata sia al comune che al nuovo gestore.

Una volta presentato il ricorso, se non si ottiene risposta all'istanza di rimborso, si può proporre un ricorso alla commisdsione tributaria provinciale, sino allo scadere del termine di prescrizione. Se l'istanza viene rigettata si può presentare ricorso, ma bisogna presentarlo entro e non oltre 60 giorni dalla notifica del diniego.

Se il contribuente non ha pagato la bolletta Tari (ma ha ricevuto un avviso bonario) basta controllare se il calcolo è stato fatto correttamente, nel caso non lo fosse bisogna impugnare l'atto di liquidazione entro 60 giorni dalla notifica. Mentre se è in corso un contenzioso se l'utente non segnala subito la questione della illegittimità della quota variabile non potrà più farlo.

Domanda di rimborso Tari

fac simile ripreso dal sito BeppeGrillo.it

Oggetto: istanza di rimborso eccedenza TARI 
(Per persona fisica) 
Il/la sottoscritto/a................................................................................................... nato/a ..............................il........................... e residente a ..................................... in Via/Piazza .......................................................num. .......................................... C.F................................................... tel. .....................email................................ 
in qualità di ......................................................................................................... 
(precisare se titolare o erede; in questo caso indicare le generalità ed il codice fiscale del de cuius) 
(Per soggetti diversi da persone fisiche):
Il/la sottoscritto/a...................................................................................................
nato/a ..............................il........................... e residente a .....................................
in Via/Piazza .......................................................num. .......................................... C.F................................................... tel. .....................email................................
in qualità di .........................................................................................................
(precisare la natura della rappresentanza: legale rappresentante; curatore fallimentare; liquidatore; altro)
della ditta............................................................................................................
(indicare tipologia e denominazione completa dell’ente rappresentato)
con sede a .....................................in Via/Piazza .........................................num. ...... C.F............................................... P.IVA ............................................................
tel. .....................email........................................................................................ 
CHIEDE 
il rimborso della somma di € ............... versata erroneamente in eccedenza a titolo di TARI quantificata come segue:
ANNO D’IMPOSTA
DATA VERSAMENTO 
IMPOSTA VERSATA IMPOSTA DOVUTA IMPOSTA A RIMBORSO TOTALE 
Dichiara che l’errato versamento è dovuto a errato calcolo, in quanto la quota variabile è stata calcolata da Codesto Ufficio più volte per la stessa unità abitativa. 
A tal proposito si richiama infatti la risposta del Governo in data 18 ottobre 2017 all’interrogazione parlamentare n. 5-10764 del deputato Giuseppe L’Abbate (M5S). 
Allega alla presente copie delle ricevute attestanti l’erroneo versamento, nonché copia del documento di identità. 
Precisa che il versamento del rimborso richiesto potrà essere effettuato sul seguente conto corrente codice IBAN: _______________________________
Dichiaro di essere informato, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 13 del D.Lgs. n. 196/2003
(Codice in materia di protezione dei dati personali), che i dati personali raccolti sono obbligatori per il corretto svolgimento dell’istruttoria e saranno trattati, anche con strumenti informatici, nell’ambito del procedimento per il quale la presente dichiarazione viene resa ed autorizzo il trattamento delle informazioni fornite con la presente comunicazione, per l'istruttoria e le verifiche necessarie. 
Luogo e data __________________ Firma ___________________

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