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"Mantenuto, si atteggia a dio: chiedo una pena di 26 anni"

La richiesta del pubblico ministero per Alexander Boettcher, "mente" della coppia dell'acido: è già stato condannato a 14 anni

Boettcher

"Questo processo è un viaggio attraverso il dolore delle vittime che si sono trovate inaspettatamente a essere obiettivi di rapporti segnati da sadismo, narcisismo, asocialità e da pericolosità criminale sviluppatisi all’interno di una dinamica di coppia che ha finito per coinvolgere nelle sue derive anche un terzo, Andrea Magnani".

Sono le parole del pm Marcello Musso, lunedì, durante la sua requisitoria nel processo ad Alexander Boettcher per le aggressioni con l’acido, in corso in tribunale a Milano. "Questo porta - ha aggiunto il pubblico ministero - alla richiesta di una pena severa per questo rampollo che fa il mantenuto e si atteggia a dio: 26 anni".

La pena in questo processo "richiama quelle dei processi per omicidio ma nei casi di omicidio non c’è la stessa percezione del male, perché i corpi sono tumulati, mentre qua c’è la speciale gravità del male perché i corpi li abbiamo visti nel corso delle udienze", ha aggiunto Musso prima di chiedere la condanna appunto a 26 anni di carcere per Alexander Boettcher, imputato per una serie di aggressioni con l’acido e già condannato a 14 anni per il blitz ai danni di Pietro Barbini, come l’amante Martina Levato.

E' stato chiesto che non venga concessa alcuna attenuante all'imputato. La difesa è concentrata nell’attribuire responsabilità maggiori di quelle già emerse al presunto complice della coppia, Andrea Magnani, condannato in primo grado a 9 anni e 4 mesi dal gup Roberto Arnaldi. Quanto ai danni e alla richiesta di risarcimento da parte delle vittime l’avvocato di Boettcher, Michele Andreano, ha anche chiesto una nuova perizia medicolegale su Stefano Savi, rimasto sfregiato (secondo l’accusa, per un errore di persona) nella notte tra l’1 e il 2 novembre 2014 sotto casa sua, in via Quarto Cagnino. Secondo la difesa, e contro le evidenze raccolte dall’accusa, in quel caso fu una persona mancina, e per la precisione Magnani, a tirare "una incredibile quantità di acido" sullo studente. 

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