Follia alla festa di paese: attaccano briga coi passanti e aggrediscono pattuglia di carabinieri

Protagonista una intera famiglia: padre, le due figlie e il fidanzato di una di loro. Tutti arrestati

Durante la serata, in una Bellinzago Lombardo affollata per la festa della Pro Loco, hanno continuato a infastidire i passanti attaccando briga, litigando e minacciando chi capitava a tiro. Poi hanno letteralmente aggredito i carabinieri intervenuti per placare gli animi. E hanno proseguito nell'atteggiamento bellicoso perfino dentro la camera di sicurezza della caserma di Melzo. 

A rendersi protagonista di tutto ciò una intera famiglia composta da un uomo di 53 anni, le sue figlie di 20 e 22 anni (tutt'e tre di Pozzuolo Martesana) e il fidanzato di quest'ultima, un 27enne di Bellinzago. Tutti noti alle forze dell'ordine tranne la ragazza più giovane. L'uomo, in particolare, è pregiudicato per "stalking condominale", la figlia maggiore per violenza a pubblico ufficiale consumata nel pronto soccorso di Melzo e il suo fidanzato per stupefacenti: è quello con la fedina più lunga di tutti.

Attaccano briga coi passanti

Durante la serata di sabato hanno attaccato briga coi passanti, numerosi per la festa della Pro Loco, tanto che alcuni hanno chiesto ai carabinieri presenti per l'ordine pubblico (una pattuglia di Melzo composta dal maresciallo e da due carabinieri, un uomo e una donna) di intervenire. E i militari, sulle prime, sono riusciti a calmare le loro "vecchie conoscenze". Poi, però, i quattro hanno ricominciato con il loro atteggiamento dispettoso verso la gente, così i carabinieri sono stati chiamati ancora.

Aggrediscono i carabinieri

Stavolta, però, i quattro non avevano intenzione di scendere a miti consigli. Dopo un breve battibecco il 53enne ha colpito allo sterno il maresciallo con un pugno, mentre il giovane genero cercava di aggredirlo alle spalle. A quel punto gli si è frapposto il carabiniere più giovane, che però di rimando ha ricevuto dal 27enne un pugno all'orecchio destro.

Intanto la donna carabiniere veniva a sua volta trattenuta e tirata per i capelli dalle due ragazze. La più giovane le ha dato anche un colpo di borsetta sulla testa. Un'aggressione collettiva in piena regola. I tre militari, alla fine, sono riusciti a immobilizzare tutti e quattro e li hanno arrestati: risponderanno di violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Li aspetta il processo per direttissima lunedì mattina. Quando li hanno portati via dalla piazza, le persone presenti si sono lasciate andare a un applauso liberatorio.

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Nel frattempo, ancora domenica i quattro non paiono essersi calmati e continuano, chiusi in camera di sicurezza, a provocare i carabinieri, chiamandoli in continuazione e rivolgendosi in modo irriguardoso verso di loro. Quanto alla pattuglia che li ha arrestati, tutt'e tre sono finiti al pronto soccorso per farsi visitare. Il maresciallo e il carabiniere hanno rimediato rispettivamente una contusione allo sterno e un trauma all'orecchio e sono stati giudicati guaribili in due giorni, mentre la donna carabiniere ha avuto tre giorni di prognosi per una cervicalgia.

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