Torre Ligresti occupata dagli attivisti di "Aldo Dice 26x1", il residence sociale sfrattato

Erano stati sfrattati meno di 24 ore prima dall ex sede di Alitalia a Sesto San Giovanni. I fatti

La Torre Ligresti

Meno di 24 ore dopo lo sgombero dell'ex palazzo Alitalia a Sesto San Giovanni, gli attivisti di "Aldo dice 26x1" hanno occupato la torre Ligresti di via Stephenson. Il blitz degli attivisti è arrivato durante la notte tra martedì e mercoledì. "Occupata la torre 3... è la nostra voglia di vivere bene ciò che è abbandonato e inutilizzato", hanno scritto su Facebook per annunciare la nuova occupazione.

Zona 8 Solidale: Benvenuti

Wainer Molteni, responsabile del progetto di residenza sociale Aldo Dice 26x1, nega di volersi mettere in contrapposizione con il ministro dell'Interno Matteo Salvini, che ha appena chiesto ai prefetti (con una circolare apposita) di dare una accelerazione agli sgomberi degli occupanti abusivi, ma sottolinea con forza che lo scopo di Aldo Dice non è quello di occupare, bensì di "recuperare".

Video: la struttura di Sesto sotto sgombero

Gli attivisti di Aldo Dice, nel 2016, dopo essere nati proprio a Sesto si erano spostati in via Oglio, a Milano, un ex studentato che ora il Comune intende riqualificare: così, dopo un accordo tra la giunta milanese e gli attivisti stessi, questi hanno liberato (con sei giorni di anticipo) via Oglio e hanno cercato un nuovo luogo per collocare le 190 persone (di cui oltre 80 minori), trovandolo inizialmente in via Medici del Vascello. Ma la struttura si è rivelata troppo degradata e per giunta con acqua probabilmente contaminata.

Ecco perché dopo solo una notte Aldo Dice si era trasferito di nuovo nell'ex Alitalia di Sesto. "Abbiamo visto diversi edifici a Milano ma per un motivo o per l'altro nessuno andava bene. Quindi siamo tornati a Sesto, che per noi è un po' un'ultima spiaggia", racconta Molteni. Un'ultima spiaggia che ora Aldo Dice non avrà più. Per il momento resta a disposizione via Oglio, ma ormai soltanto per due giorni. Pochi, pochissimi. Probabilmente gli attivisti preferiranno cercare direttamente un'altra sistemazione.

Polemiche politiche

I politici di centrodestra (dal sindaco di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano alla moglie Silvia Sardone, consigliera regionale, passando per Riccardo De Corato, assessore regionale alla sicurezza) parlano senza mezzi termini di sgombero doveroso, di "delinquenti che occupano", di ospiti quasi tutti immigrati. "Non è vero, siamo circa metà e metà fra stranieri e italiani", corregge Boy, aggiungendo che moltissimi sono già nelle graduatorie delle case popolari a Milano e tutti, nessuno escluso, hanno necessità di un tetto. 

In Aldo Dice, la maggior parte delle persone vive quella situazione di limbo tra uno sfratto esecutivo e l'assegnazione di una nuova casa: un limbo che può durare mesi, anche anni, durante i quali perfino il Comune utilizza il residence sociale "abusivo" per collocare le persone in difficoltà dopo uno sgombero. A Milano, infatti, c'è penuria di posti di questo tipo. 

"L'unico risultato dell'azione di oggi è che decine di famiglie con bambini stanno tornando a Milano e ad esse bisognerà dare una risposta", reagisce Pierfrancesco Majorino, Pd, assessore milanese al welfare: "Come sempre la destra se ne fregherà, pur avendo la responsabilità totale di questa vicenda visto che gestisce da anni Aler in modo folle".

25 bambini

Intanto, dopo lo sgombero, nel pomeriggio del 4 settembre restano 25 minorenni con 30 adulti, secondo quanto riferito da varie fonti. La polizia ha preferito non metterli in strada in attesa di una soluzione, dopo la fine delle fasi di sgombero dell'edificio.

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