Conduttore tv condannato a 14 anni: uccise creditore con 50 coltellate

Alessandro Cozzi, conduttore e volto di Rai Educational, è stato condannato a 14 anni di carcere per l'omicidio del titolare di un'agenzia di lavoro. Il legale famiglia: "Vista l'efferatezza, troppo poco"

14 anni di carcere. Per un omicidio commesso a causa di un debito di oltre 15mila euro. E' stato così condannato a 14 anni di reclusione il conduttore tv Alessandro Cozzi, volto per tanti anni di Rai Educational, accusato di avere ucciso nel marzo 2011 con una cinquantina di coltellate il titolare di un'agenzia di lavoro Milanese, Ettore Vitiello, per motivi economici.

Lo ha deciso il gup di Milano Elisabetta Meyer nel processo con rito abbreviato. Il legale dei familiari, Gaetano Pecorella, ha parlato di una "pena inadeguata per la crudeltà del fatto". Cozzi è indagato anche per un omicidio avvenuto nel '98, un 'cold casé da poco riaperto.

Cozzi, educatore familiare, padrone di casa della trasmissione 'Diario di Famiglia', il 29 marzo 2011 uccise Vitiello, 58 anni, con una cinquantina di coltellate, dopo essersi presentato nell'ufficio della sua agenzia. Stando alle indagini, Cozzi, infatti, non voleva restituire alla vittima circa 17mila euro che gli doveva. L'ex conduttore tv, 53 anni, è anche indagato per omicidio in un altro 'filone' di indagini relative alla morte di un altro uomo, Alfredo Capelletti, che oltre 13 anni fa era un socio in affari di Cozzi. Morte avvenuta nel 1998. Il pm milanese Maurizio Ascione, nei mesi scorsi, ha riaperto il 'cold case', che all'epoca era stato archiviato come un suicidio.

E' in corso una perizia sul dna e sulle impronte digitali rinvenuti sul coltello che venne ritrovato in mano a Capelletti. Gli esiti degli accertamenti, in sede di incidente probatorio, verranno discussi davanti al gip il prossimo 21 marzo. Per l'omicidio Vitiello, il pm aveva chiesto una condanna a 16 anni di carcere, ma il gup Meyer è partita dalla pena minima di 21 anni e l'ha ridotta di un terzo per lo sconto del rito abbreviato. Il pm non aveva contestato alcuna aggravante e aveva tenuto conto, nel quantificare la pena, della confessione dell'uomo e della sua volontà di risarcire la famiglia della vittima.

"Quella comminata dal giudice - ha spiegato l'avvocato Pecorella, che assiste uno dei due giovani figli di Vitiello, parti civili assieme alla moglie - è una sanzione inadeguata. Si poteva contestare, infatti, l'aggravante della crudeltà per le tante coltellate, molte delle quali inflitte alla schiena, schiacciando la vittima a terra con un ginocchio". Per il legale, inoltre, "potevano essere contestati anche la premeditazione, per il coltello che Cozzi si portò dietro attendendo anche l'uscita dei colleghi di Vitiello, e i futili motivi, perché l'imputato ha ucciso per poche migliaia di euro". L'avvocato, infine, ha chiarito che Cozzi "finora ha dato solo un anticipo di risarcimento ai familiari".  

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