Ingegnere milanese muore in Sardegna lanciandosi con il paracadute

Ambrogio Baseggio sarebbe morto a seguito di uno scontro con un collega. A documentare l'incidente le riprese effettuate con microtelecamere montate sui caschi dei paracadutisti

Un 36enne ingegnere milanese è morto poco dopo le 20 di ieri sera a Castiadas, in Sardegna, durante un lancio con il paracadute.

L'incidente sarebbe stato documentato dalle riprese effettuate con microtelecamere montate sui caschi dei paracadutisti. Le immagini, al vaglio del pubblico ministero di turno Paolo De Angelis, mostrerebbero un urto con uno dei colleghi e il successivo avvolgimento dei cavi dei paracadute principali.

Mentre Baseggio non è riuscito ad aprire il paracadute di emergenza, l'altro paracadutista ce l'ha fatta, si è salvato e ha lanciato l'allarme. Sul posto sono arrivati i medici del 118, i Carabinieri della Compagnia di San Vito e il magistrato di turno che ha disposto il sequestro giudiziario delle attrezzature di Baseggio e dell'aviosuperficie che ospitava la manifestazione di paracadutismo.

Baseggio è il secondo paracadutista morto in 24 ore durante la manifestazione denominata "Summer Boogie 2010" in programma dal 3 agosto al 3 settembre, Sabato era morto Alessio Rais, di 28 anni, di Cagliari, un caporal maggiore dell'Esercito in forza al 66/o Reggimento Fanteria Aeromobile "Trieste", a Forlì. Anche in questo caso fatale sarebbe stata una collisione in volo.

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Commenti (5)

  • Avatar anonimo di Francesca Pivato
    Francesca Pivato

    Ambros... non ci sono parole, il sentimento è straziante. Con te perdo anche un altro amico, due affetti carissimi, in modo terribile. Pensare all'agonia che precede la "non propriamente violenta morte" provoca un disgusto e un dolore immenso... leggere quanto scrive chi non ti conosceva, in una sequenza fredda di eventi incredibili mi sgualcisce tanto quanto vedere le sequenze che riprendono i soccorsi dopo l'incidente di Filo, la sua morte documentata passo passo. Fa paura... la morte! Orrore per chi resta. Vi voglio bene, amici miei! Francesca Pivato

  • Avatar anonimo di Andy
    Andy

    Alessio Rais ha sbagliato manovra e non si è scontrato con nessuno. Scendeva veloce quando, giunto a circa 30 metri da terra, ha frenato sicuramente troppo, tanto da fare arrestare il paracadute in stallo di un secondo circa e successivamente è piombato a terra toccando il suolo prima con i piedi e successivamente con la testa.Il suo paracadute ha perso consistenza d'aria e gli si è avvolto addosso. Certamente avrebbe voluto frenare per rallentare l'atterraggio ma qualcosa non ha funzionato a dovere o forse il vento è mancato improvvisamente. Lo schianto è stato ripreso inconsapevolmente da alcuni turisti presenti come me, in spiaggia. E' stato uno shock per tutti presenti. La prima ambulanza, impotente si è vista dopo oltre 20 minuti di agonia. Inizialmente Rais era cosciente ma le sue condizioni erano apparse subito disperate, infatti era intrasportabile in autolettiga per le gravi ferite traumatiche. Mentre s'allertava l'elisoccorso di Alghero, dopo circa un ora il povero Rais è spirato. In sei anni di vacanze a Costa Rei, non ho mai visto prima un incidente di tale gravità tra le centinaia di lanci che quotidianamente divertivano anche i bagnanti. Leggo ora su vari quotidiani che Rais s'era scontrato in volo. Non è vero. Così come non è vero che è caduto di testa. Il 14 agosto era il mio ultimo giorno di vacanza, la giornata era stata plumbea e i turisti hanno affollato la spiaggia di Piscina Rei solo dopo le ore 16 ca. quando, è apparso il sole. Ho letto su alcuni quotidiani che i turisti hanno proseguito a fare bagni incuranti della tragedia, vero che abbiamo proseguito a fare il bagno ma eravamo TUTTI, cioè tutta la spiaggia fino a vista d'occhio dal luogo dell'impatto in apprensione, sgomenti e sotto shock. O per questi quotidiani avremmo dovuto prestare soccorso al povero Alessio in 600 persone in costume da bagno? Intorno a lui c'erano troppi e già tanti curiosi e nessuno con competenze specifiche. Giunto lunedì a Milano, con enorme sgomento e sincera commozione ho scoperto che i giovani morti erano stati due. Che riposino in pace. Piscina Rei si scrive con la I finale e non con la Y come su alcuni inattendibili quotidiani, anche on-line.

    • Avatar anonimo di Miky
      Miky

      Ci sono persone che non meritano di leggere notizie false e inveritiere sulla morte di un persona che amavano. >Io da paracadutista, e da amica di queste persone mi sento di voler chiarire qualche punto di questa lettera, che sicuramente non è stata scritta con cattiveria, ma sicuramente è scorretta. Nessuno ha mai detto che Alessio si è scontrato in volo con altri Parà, se non qualche squallido giornalista senza scrupoli, che mai come in questi giorni ho potuto vedere. Inoltre, Ale non è assolutamente atterrato di piedi, e  questo può sfuggire all'occhio nudo a non a un video visto e rivisto al rallentatore; Alessio è atterrato impattando al suolo con la testa, e questo a detta mia, che faccio da 6 anni la soccorritrice di 118, e dal medico legale...che forse qualcosina in più sa...ha portato Ale a non soffrire...purtroppo, ma per fortuna è morto sul colpo, Nessuna e dico NESSUNA agonia!! Io ero li, con lui, al suo fianco...e lo sono stata sempre e comunque. Ciò non toglie che io ritenga GRAVISSIMO il fatto che un'ambulanza che parte da 3 km dal luogo dell'incidente, arrivi dopo 20-25 minuti dalla prima chiamata! questo è assolutamente intollerabile. Con questo spero di aver chiarito un po di più le idee di molti, e soprattutto a Kekko e Alessandra...non meritate di soffrire oltre sentendo versioni che non rispecchiano ciò che è successo...Vi abbraccio... Miky

    • Avatar anonimo di Kekkus
      Kekkus

      Ciao son un Amico di Alessio Rais, potrei sapere la dinamica corretta dell'incidente??voglio darmi pace. sai se ha sofferto o no??era ancora vivo dopo lo schianto??qualcuno ha i video?comunque complimente al signor Valentino titolare del campo volo di castiadas. Lo descrivo con duue parole: senza palle. Non si è presentato neanche a fare le condoglianza ai genitori, ma lascia le interviste alle emmitenti locali per farsi pubblicità. Se giustamente avesse chiuso almeno un giorno il campo, il povero Ambrogio non sarebbe morto.

  • Avatar anonimo di Carlo P.
    Carlo P.

    Addio ambro, ci mancherai

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