Anziano sacerdote di rho a processo per aver investito una giovane mamma: dovra’ comparire in aula il 27 aprile

Il grave incidente è successo il 18 gennaio 2019: la donna, che aveva appena partorito, è viva per “miracolo, ma ha riportato una prognosi pesantissima

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Il Pubblico Ministero della Procura di Milano, dott. Luca Gaglio, ha disposto la citazione diretta a giudizio di un sacerdote di 86 anni, don E. A., residente a Rho, dov’è molto conosciuto, per il reato di lesioni personali stradali gravissime ai danni di una concittadina 35enne, B. P., che il religioso ha investito con la sua auto mentre attraversava a piedi la strada sulle strisce pedonali causandole traumi pesanti. Il “particolare” imputato dovrà comparire davanti al Tribunale meneghino, in composizione monocratica, quinta sezione penale, il 27 aprile 2020, alle ore 9.30. Il terribile incidente è successo sempre a Rho il 18 gennaio 2019, poco dopo le otto di sera. La donna, che aveva partorito da poco più di un mese, stava andando all’ospedale cittadino per dare il cambio al marito e per allattare e stare vicina al suo piccolo, che era stato nuovamente ricoverato per problemi respiratori. Ma dal figlioletto non c’è mai arrivata. Attraversando, regolarmente sulle strisce pedonali, via Cadorna, nei pressi dell’intersezione con Corso Europa, infatti, la signora è stata travolta dalla Fiat Punto condotta da don E. A. e, oltre, ad essere stata scaraventata per terra e trascinata per alcuni metri, è rimasta anche incastrata e quasi schiacciata sotto le ruote della macchina che ha continuato per un po’ la sua marcia: per estrarla sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno dovuto sollevare la vettura. Sul posto per i rilievi anche gli agenti del Commissariato di Rho della Polizia Stradale. La malcapitata è rimasta ricoverata per diversi giorni in prognosi riservata nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale Niguarda di Milano. Alla fine se l’è miracolosamente cavata, ma ha rimediato una prognosi pesantissima superiore ai 40 giorni: ha riportato un trauma cranico, la frattura del bacino, dell’omero, della clavicola e di svariate costole, nonché un serio trauma pneumotoracico con lesioni al fegato e ai polmoni, oltre a botte e contusioni in tutto il corpo. Si è dovuta sottoporre a un delicato intervento chirurgico alle ossa fratturate, con l’inserimento di placche e viti, è stata dimessa dopo tre settimane e poi ha dovuto affrontare un lungo e doloroso percorso riabilitativo, con svariate sedute di fisioterapia, partendo dalla sedia a rotelle per poi iniziare pian piano a camminare servendosi degli ausili, come il deambulatore e le stampelle. Un autentico calvario da cui non uscirà più come prima: a quasi un anno dall’incidente i postumi non sono ancora stabilizzati. Senza contare poi gli enormi problemi a livello familiare, con il marito costretto a restare da solo al capezzale, oltre che della moglie, del figlioletto appena nato e a prendersi cura dell’altra figlia piccola della coppia, di cinque anni. B. P., per fare piana luce sull’accaduto e ottenere giustizia, attraverso la consulente personale dott.ssa Alice Righi, si è dunque affidata a Studio 3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che ha già ottenuto un acconto sulla liquidazione dell’ingente danno dalla compagnia di assicurazione della vettura, Groupama, e ha monitorato le indagini preliminari del procedimento a carico dell’investitore, automaticamente aperto dalla Procura di Milano. Indagini giunte ora a conclusione con l’emissione da parte del Sostituto Procuratore del decreto di citazione diretta a giudizio dell’imputato “perché - si legge nell’atto -, per colpa consistita in negligenza, imperizia e nell’inosservanza delle norme sulla disciplina stradale, e segnatamente dell’art. 191 commi 1 e 4 d. Lgs 285/92, cagionava a (omissis) lesioni personali giudicate guaribili in 45 giorni ed in particolare, alla guida del veicolo Fiat Punto, diretto verso Rho Centro - Legnano, percorreva Corso Europa, e, giunto all’intersezione con via Cadorna, impegnava la stessa svoltando a destra e, non usando la massima prudenza e creando pericolo e intralcio, investiva il pedone che a sua volta attraversava la medesima usufruendo all’apposito attraversamento pedonale”. All’udienza del 27 aprile saranno sentiti anche un assistente capo della Polizia stradale di Rho, la vittima e un testimone.

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