Coca pura per 3 milioni di euro e oltre 200mila euro in contanti: il tesoro dei 'narcos' in fuga

Due uomini in manette dopo uno spericolato tentativo di fuga. In casa droga e soldi

A descrivere perfettamente la loro forza, il loro spessore criminale, è il "bottino" che i carabinieri hanno trovato in un mobile nel loro appartamento. Dieci pacchetti bianchi, saldati e numerati, ognuno con all'interno un chilo di cocaina: "bianca" pura, purissima, di quella che può essere tagliata più e più volte prima di finire nelle mani dei piccoli pusher di strada e da lì arrivare ai clienti. Con quei dieci chili di coca loro due - un 45enne e un 22enne, entrambi marocchini - avrebbero potuto guadagnare fino a tre milioni di euro, proprio grazie alla purezza della sostanza. 

Quei soldi, però, dovranno dimenticarseli perché i due "narcos" da mercoledì pomeriggio sono in carcere. Ad arrestarli sono stati i carabinieri della stazione di Cornaredo con l'auto dei colleghi della compagnia di Corsico, guidati dal capitano Pasquale Puca, che hanno così messo a segno uno dei più "ricchi" sequestri di droga mai realizzati dai militari a Milano. 

I guai per i due uomini sono iniziati nel pomeriggio, quando i militari hanno cercato di fermare la Toyota Corolla a bordo della quale stavano viaggiando sulla vecchia Vigevanese nel territorio di Trezzano sul Naviglio. Alla vista della pattuglia, il conducente della macchina ha premuto il piede sull'acceleratore dando vita a un intenso inseguimento. Una volta bloccata l'auto, i due hanno cercato un ulteriore disperato tentativo di fuga a piedi, ma sono stati raggiunti e immobilizzati. 

Dopo aver identificato il 45enne e il 22enne, entrambi con precedenti, i militari hanno cercato di capire il perché di quella folle corsa e hanno così deciso di perquisire l'abitazione dei due, che vivono a Peschiera Borromeo. Lì il motivo di tanta "fretta" è stato subito chiaro: nei mobili i carabinieri hanno infatti trovato 10 chili di cocaina pura e 227mila euro in contanti, molti dei quali divisi in mazzette e messi sottovuoto.  

A quel punto per i due spacciatori non c'è stata più nessuna possibilità di scampo: per loro sono scattate le manette con le accuse di detenzione ai fini di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale e si sono aperte le porte del carcere di San Vittore. Secondo quanto finora ricostruito dagli investigatori, la droga era destinata alla piazza di Milano, in un giro che avrebbe fruttato tre milioni di euro. 

Foto - Droga e soldi sequestrati

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