Frodarono il fisco per 13 milioni di euro: arrestati due imprenditori di Expo

Una tra le società che costruì i padiglioni dell'Esposizione Universale presentò dichiarazioni fiscali fraudolente attraverso ricevute fittizie

10,3 milioni di euro più 2,5 di Iva, per un totale di 12,8 milioni. Questa la cifra per cui una delle società che costruì i padiglioni di Expo Milano 2015 frodò il fisco. A scoprirlo i finanzieri della Brigata di Sarnico (Bg), che attraverso indagini sono riusciti a reperire le dichiarazioni fiscali fraudolente della società con sede nell'Alto Sebino. Per due degli imprenditori coinvolti il gip di Bergamo, su richiesta della Procura locale, ha ordinato misure cautelari: uno è stato messo in carcere mentre l'altro si trova agli arresti domiciliari.

L'azienda indagata per frode operava a livello internazionale nel settore del montaggio di strutture tecnologiche e si era occupata anche di realizzare diversi padiglioni all'Esposizione Universale di Milano. Come risultato dalle verifiche effettuate dalla finanza, nel periodo tra il 2010 e il 2016, la società presentò fatture per operazioni inesistenti per 10,3 milioni di euro (oltre a Iva per 2,5 milioni) e omise il versamento delle imposte dovute anche per mezzo del meccanismo delle indebite compensazioni, utilizzando crediti Iva fittizi. Ad essere denunciate in tutto sono dieci persone, coinvolte a vario titolo nella frode al fisco, sette per per reati tributari - tra cui i due imprenditori arrestati - e tre per riciclaggio. Il tribunale, inoltre, ha sequestrato preventivamente  quasi sei milioni e mezzo di euro ai soggetti coinvolti e circa 230mila euro ai responsabili del reato di riciclaggio. 

Dal quadro emerso a seguito delle indagini i principali responsabili della frode sarebbero due persone, che figuravano come semplici dipendenti della società ma di fatto agivano come suoi amministratori. Dai controlli effettuati sulla documentazione bancaria dell'azienda sono risultati anche vari episodi di riciclaggio di denaro, che, ottenuto dall'evasione fiscale, veniva versato sul conto di persone o società terze (ufficialmente per il pagamento di una parte delle fatture false) e poi incassato.

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