Cesare Battisti arrestato in Bolivia

A Milano uccise l'agente Andrea Campagna e ideò la rapina a Torreggiani. Fermato in Bolivia

Cesare Battisti - Foto da Today.it

Fuga finita. È stato arrestato nella notte tra sabato e domenica Cesare Battisti, ex membro dei proletari armati per il comunismo - Pac - e formalmente latitante da dicembre 2018, quando ha perso lo status di residente permanente del Brasile, dove da anni si era rifugiato, e il giudice della Corte Suprema brasiliana Luiz Fux ne ha ordinato l'arresto "a fini di estradizione". 

Il 64enne è stato catturato in Bolivia da agenti italiani e brasiliani, che lo hanno fermato a Santa Cruz de la Sierra mentre camminava con barba e baffi finti. Decisive per l'individuazione di Battisti sono state le indagini della procura generale e della Digos di Milano, che gli davano la caccia da ottobre.

I crimini di Battisti a Milano 

Battisti è stato condannato in contumacia a due ergastoli per quattro omicidi: in due di essi, quello del maresciallo Antonio Santoro, avvenuto a Udine il 6 giugno del '78, e quello dell'agente Andrea Campagna, avvenuto a Milano il 19 aprile del 1979 in via Modica, il terrorista sparò materialmente.

Nell'uccisione del macellaio Lino Sabbadin, a Mestre, il 16 febbraio del '79, invece, Battisti fece da copertura armata al killer Diego Giacomini e, nel caso dell'uccisione del gioielliere Pierluigi Torregiani, avvenuta a Milano il 16 febbraio del '79 in via Mercantini, venne condannato come co ideatore e co organizzatore. 

In quest'ultimo caso, poi, all'omicidio si aggiunse un'ulteriore tragedia: nel corso della colluttazione, il figlio del gioielliere Adriano fu colpito da una pallottola sfuggita al padre prima che questi cadesse e da allora, paraplegico, è sulla sedia a rotelle.

L'arresto e la "fuga" in Brasile

Dopo essere evaso da un carcere italiano nel 1981 - dopo una prima condanna a dodici anni per "banda armata" -, Battisti si è rifugiato in Francia, Messico e poi in Brasile dove nel 2007 venne catturato dalla polizia brasiliana e dagli agenti venuti da Parigi. Due anni più tardi il Tribunale Supremo Federale autorizzò la sua estradizione in Italia ma la decisione venne bloccata dall'allora presidente brasiliano Lula. 

Battisti restò in carcere a Brasilia fino al giugno 2011, quando venne scarcerato ottenendo il permesso di residenza permanente. Il presidente brasiliano uscente Michel Temer aveva manifestato l'anno scorso l'intenzione di estradare Battisti in Italia. E anche il nuovo presidente Jair Bolsonaro ha promesso la sua estradizione.

"Finita la pacchia"

Il deputato federale Eduardo Bolsonaro, figlio del presidente brasiliano Jair Bolsonaro, celebra su Twitter l'arresto di Battisti. "Matteo Salvini, il 'piccolo regalo' sta arrivando - scrive -. Ha ucciso un poliziotto, ha ucciso un padre davanti al figlio, ha sparato e lasciato un uomo paralitico, è stato condannato a vita per quattro omicidi e ha fatto parte del gruppo terroristico di sinistra in Italia Pac. Ciao Battisti - conclude Bolsonaro junior -, la sinistra piange". 

E il ministro dell'Interno Matteo Salvini commenta così su Facebook: "Ringrazio per il grande lavoro le Forze dell’Ordine italiane e straniere, la Polizia di Stato, l’Interpol, l’Aise e tutti coloro che hanno lavorato per la cattura di Cesare Battisti, un delinquente che non merita una comoda vita in spiaggia, ma di finire i suoi giorni in galera. Grazie di cuore al presidente Jair Messias Bolsonaro e al nuovo governo brasiliano per il mutato clima politico che, insieme a un positivo scenario internazionale dove l'Italia è tornata protagonista, hanno permesso questo successo atteso da anni, grazie alle Autorità boliviane e alla collaborazione di altri Paesi amici. Il mio primo pensiero - le parole di Salvini - va oggi ai famigliari delle vittime di questo assassino, che per troppo tempo si è goduto una vita che ha vigliaccamente tolto ad altri, coccolato dalle sinistre di mezzo mondo. È finita la pacchia". 

Gioia anche nelle parole di Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia. "Soddisfazione per la cattura di Cesare Battisti. Ogni atto di giustizia, piccolo o grande che sia, rafforza la fiducia nelle istituzioni e indica la strada della legalità come la più sicura e 'conveniente' - scrive su Facebook il governatore -. In questo momento il mio pensiero va ai familiari delle vittime delle azioni di una persona cinica e spietata: vi sono vicino, come tutti i lombardi che credono nella legalità".

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