In cella il "Sorcio" della banda del bosco: assaggiava cocaina ed eroina per i pusher

In manette un 55enne italiano. Per anni ha provato, letteralmente, la droga da vendere

Sapevano che prima o poi lo avrebbero trovato in quella casa che era il suo ultimo domicilio noto. Erano certi che, nonostante le varie conoscenze e appoggi nel mondo criminale, sarebbe tornato a casa. Così hanno atteso per oltre una settimana di vederlo, facendo attenzione a non essere scoperti, cambiando sempre auto e uomini per non destare troppi sospetti in quel quartiere in cui per le forze dell'ordine non è mai facile lavorare. 

Ma alla fine i carabinieri della sezione Catturandi, guidati dal capitano Enrico Santurri, sono riusciti a mettere le mani su Giuseppe A., un italiano di 55 anni che dallo scorso 27 gennaio era ufficialmente ricercato per un cumulo pene definitivo di 13 anni e 4 mesi. 

L'assaggiatore della droga

Quella condanna il 55enne se l'è "guadagnata" con un furto aggravato e con un arresto con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio. L'uomo - stando alle sentenze, quella definitiva è arrivata a novembre 2019 - sarebbe stato infatti parte attiva della banda che tra il 2013 e il 2016 aveva mosso chili e chili di cocaina, hashish ed eroina nel bosco della droga di Lainate e in tutta quella zona del Milanese. 

A descrivere perfettamente il suo ruolo nel gruppo è la condanna, che lo rappresenta come il "tester qualitativo" della droga. In sostanza, Giuseppe A. si prestava in cambio di soldi ad assaggiare cocaina ed eroina per i suoi capi, per far capire loro quanto potevano tagliare ancora e quanto potevano guadagnare: un po' quello che faceva "il Sorcio" della banda della Magliana, quel Fulvio Lucioli che era "l'assaggiatore" e che è stato reso celebre dalle interpretazioni di Elio Giordano nel film e di Roberto Infascelli nella serie. 

La "caccia" a Quarto Oggiaro

Arrivata la condanna definitiva, i militari della Catturandi hanno iniziato a dare la "caccia" al 55enne e hanno concentrato le loro ricerche in via Graf, dove portava l'ultimo indirizzo conosciuto dell'uomo. 

Per giorni il ricercato non si è visto a Quarto Oggiaro - "Si appoggiava spesso da altri amici criminali", la riflessione degli investigatori -, ma i militari non hanno mai mollato riuscendo a mimetizzarsi perfettamente nel quartiere. 

Lunedì sera la svolta: Giuseppe A. è tornato a casa e i carabinieri lo hanno bloccato e arrestato. È verosimile che non sapesse di essere latitante e che non stesse scappando, ma che semplicemente continuasse a vivere la sua vita tra piccoli criminali e degrado. Quando i ragazzi della Catturandi gli hanno messo le manette ha detto di essere "una vittima, una vittima del sistema". 

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