Arriva a Linate con un chilo e 300 grammi di cocaina purissima nello stomaco: arrestato

In manette un venezuelano, arrestato dalla finanza per traffico internazionale di stupefacenti

Foto repertorio

Era arrivato a Parigi e - almeno così ha spiegato - era venuto improvvisamente in Italia per "svago", per "turismo". Purtroppo per lui, però, la scusa non è bastata a convincere gli uomini della guardia di finanza in servizio in aeroporto, che hanno subito capito che qualcosa non andava. E hanno avuto ragione. 

Un ragazzo poco più che 25enne, un cittadino venezuelano che da qualche mese vive in Brasile, dove lavora come barbiere, è stato arrestato nei giorni scorsi a Linate con l'accusa di traffico internazionale di sostanze stupefacenti. A fermarlo sono stati gli uomini della guardia di finanza, guidati dal maggiore Dario Ridolfo, che lo hanno bloccato poco dopo l'arrivo da Parigi. 

"Volevo fare un giro in Italia"

Controllando il passaporto e il biglietto, gli investigatori si sono accorti che il ragazzo era giunto nella capitale francese il giorno precedente con un volo da Cayenne, capoluogo della Guyana francese, dove avrebbe poi dovuto far ritorno dieci giorni dopo.

Alla richiesta di spiegazioni, visibilmente nervoso, il venezuelano ha detto ai finanzieri che aveva deciso all'ultimo minuto di venire a Milano per fare un giro turistico in Italia. 

La spiegazione fornita dal barbiere ha ulteriormente insospettito i militari, che a quel punto hanno avuto sempre più il dubbio che si trattasse di un ovulatore incaricato di portare la cocaina dal Sud America. I controlli al San Raffaele hanno confermato l'intuizione dei finanzieri: nell'intestino del giovane sono infatti state trovate centotré "palline" di cocaina, ognuna dal peso di poco più di dodici grammi. 

Un chilo e 300 di coca purissima

Dalla pancia del ragazzo sono quindi "saltati fuori" un chilo e 300 grammi di coca, pura quasi al 99%. La droga - che nei paesi del Sud America viene venduta a circa 16mila euro al chilo dai grossisti - sarebbe poi stata venduta sul mercato italiano, dopo essere stata "trattata" e tagliata. 

Dal chilo puro, ha spiegato il maggiore Dario Ridolfo, si ricavano quasi tre chili di dosi, con un prezzo che oscilla tra i 33mila e i 40mila euro al chilo.

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