Sesso con ragazzini, arrestato uomo positivo all’Hiv: "Rapporti non protetti per vendetta"

Tra gli undici arrestati per prostituzione minorile c'è anche un 56enne sieropositivo. Il suo arresto è scattato settimane fa perché "andava fermato subito". Voleva "vendicarsi"

Undici in tutto gli arrestati - Foto repertorio

Ai ragazzini che accettavano di andare a letto con lui nascondeva il suo terribile segreto. Era disposto a pagare di più per avere rapporti senza protezioni per mettere a segno il suo piano folle. Un disegno spietato, crudele, “giustificato” dalla rabbia per quella malattia mai accettata e dal desiderio di vendetta verso tutto e tutti. 

C’è anche un cinquantaseienne sieropositivo tra gli undici arrestati dai carabinieri di Brescia con l’accusa di prostituzione minorile continuata per aver avuto rapporti sessuali con quattro ragazzini, tutti minorenni. 

Le manette per lui, residente nel bresciano, sono scattate in anticipo - il sedici gennaio scorso - perché “andava fermata subito”. A incastrarlo, nell’ambito della stessa inchiesta che ha portato ai fermi di giovedì mattina, era stata la polizia locale di Montichiari, che a casa sua aveva trovato decine e decine di contatti telefonici annotati sul cellulare e su alcune agende. Erano stati gli stessi agenti, poi, a diffondere il suo nome - Claudio Tonoli - per convincere le potenziali vittime a farsi avanti e a confessare. 

La paura, grandissima, è che decine e decine di ragazzi abbiano avuto rapporti non protetti con quell’uomo, sieropositivo dal 1997, che - secondo quanto accertato dalle indagini - agiva “per vendetta”, con il solo scopo di punire chi aveva infettato lui. L’appello dei vigili era servito, e serve, per permettere a tutti i giovanissimi che hanno avuto contatti con il cinquantaseienne di sottoporsi alle analisi necessarie. 

In manette, insieme all’untore di Brescia, sono finite altre dieci persone. Tra di loro, un prete di un paesino della Bergamasca - la Curia lo ha già allontanato -, un allenatore di calcio giovanile e un agente di polizia locale. 

Gli arrestati, che si trovano tutti ai domiciliari, entravano in contatto con i ragazzini sui social e poi facevano sesso con loro - pur sapendo, secondo i carabinieri, che erano minorenni - nei parcheggi di un centro commerciale e di un cimitero. 
 

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