"Se non mi sposi ti ammazzo": l'incubo di una donna perseguitata, arrestato il suo aguzzino

L'uomo è stato fermato dai carabinieri al termine dell'ennesimo blitz in cui ha aggredito la ex

Per settantatré giorni, dal 25 febbraio al 9 maggio, è diventato praticamente la sua ombra, si è trasformato nel suo peggiore incubo. Dopo una relazione di quasi tre anni ha vestito i panni dell'aguzzino, con telefonate, appostamenti, pedinamenti, mail e minacce. E lei - per non peggiorare ulteriormente la sua posizione, così ha raccontato - non lo aveva mai denunciato, sperando che prima o poi la smettesse, che si arrendesse. E invece per fermarlo ci sono voluti i carabinieri. 

Un uomo di cinquantadue anni, un italiano residente a Milano con precedenti specifici, è stato arrestato giovedì con l'accusa di atti persecutori nei confronti della sua ex, una coetanea con la quale era stato fidanzato dall'autunno del 2015 fino allo scorso febbraio. 

Giovedì, poco dopo le 7 di mattina, lo stalker si è presentato sotto casa della donna - un appartamento in zona Niguarda - e l'ha aggredita, cercando di trascinarla nella sua auto per portarla la via. La vittima, spaventata, si è aggrappata a dei paletti di ferro ed è poi stata salvata dai carabinieri, subito allertati da due passanti. A quel punto, per la prima volta, la ex ha trovato il coraggio di parlare con i militari dell'incubo che stava vivendo. 

"Se non mi sposi ti ammazzo, ti sfregio con l'acido"

Ha spiegato - così risulta dalla sua denuncia - che a luglio del 2018 il suo compagno era diventato improvvisamente violento, aggressivo e paranoico. Così, dopo un lungo tira e molla, il 25 febbraio aveva deciso di lasciarlo e lui era andato via di casa. Quella stessa sera, però, la prima aggressione: il 52enne era tornato nel condominio, aveva lanciato due vasi contro il portone e poi aveva bloccato la vittima nel condomino, le aveva messo le mani al collo e le aveva urlato "se non mi sposi ti ammazzo". 

Quindi, l'aveva costretta a stare con lui per un'ora ricoprendola di insulti e minacciando di sfregiarla con l'acido. Il giorno successivo si era fatto trovato ancora sotto casa della donna, stesso copione poi ripetuto il 4 e il 5 marzo. Il 14 marzo - quando a seguito di altri interventi il Questore aveva ammonito lo stalker - lui si era presentato sotto il posto di lavoro della 52enne, mentre il 16 marzo l'aveva cercata tre volte dal suo parrucchiere di fiducia e l'aveva raggiunta all'oratorio, dove lei era andata per salutare alcuni familiari. 

Quattro giorni dopo, invece, l'aveva seguita sul tram e poi si era appostato in un bar poco lontano dal lavoro di lei, dove l'aveva raggiunta di nuovo il 2 maggio e il 6 maggio. Giovedì mattina l'ultimo episodio, ma questa volta la donna ha trovato il coraggio di denunciare tutto e per lo stalker si sono aperte le porte del carcere di San Vittore. 

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