La droga a Milano? «E' tutto in mano ai calabresi». E viene arrestato

"Milano è in mano ai calabresi". Così si esprime un intermediario arrestato durante l'ultima operazione dei carabinieri di Milano, che ha sgominato un'organizzazione che importava coca in città dalla Colombia. 16 in manette

Un'operazione che ha sgominato una presunta organizzazione dedita secondo le indagini al traffico internazionale di cocaina è stata compiuta dai carabinieri di Milano che dalle prime ore di stamani ha eseguito 16 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di soggetti italiani ritenuti responsabili di importare cocaina dalla Colombia.

16 PERQUISIZIONI - Contestualmente, secondo quanto precisato dal Nucleo investigativo dei Carabinieri di Milano sono state eseguite 17 perquisizioni in varie province lombarde e a Reggio Calabria e Parma. Le indagini sono cominciate nel 2007 nell'ambito di un'inchiesta su un presunto traffico internazionale di cocaina gestito da gruppi di persone legate alla 'ndrangheta in collaborazione con la Dea (Drug Enforcement Administration) americana.

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"MILANO E' IN MANO AI CALABRESI" - "Milano ad esempio è in mano ai calabresi e noi siamo molto amici dei calabresi". Con queste parole si esprime (senza sapere di essere ascoltato) un intermediario della droga arrestato durante l'ultima operazione degli uomini dell'Arma milanesi. "Ma dappertutto, in Italia - dice ancora l'uomo, Marcello S. - è tutto comandato da siciliani e calabresi! Milano ad esempio è in mano ai calabresi e noi siamo molto amici dei calabresi... quando tu verrai qui (dice l'uomo a un membro dei cartelli colombiani, ndr) vedrai che conosceremo tutti i calabresi e andremo in Calabria...". La frase è estrapolata da un'intercettazione ambientale durante la quale S., di 59 anni, parla con il suo referente in Colombia presumibilmente, secondo i carabinieri, per accreditare i suoi 'clienti' calabresi nell'acquisto di una grande partita di droga, oltre mille chili, destinata all'Italia ma mai giunta qui perché intercettata dalla polizia polacca all'aeroporto di Varsavia nel febbraio del 2009.

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