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Appalti truccati e corruzione nella sanità lombarda: ventuno arresti dei carabinieri

Nel corso delle indagini sono stati ricostruiti episodi corruttivi nei confronti di dieci soggetti investiti di funzioni pubbliche, condizionamenti nell'aggiudicazione e nello svolgimento di appalti indetti da Aziende ospedaliere della Lombardia

Immagine di repertorio

Corruzione, turbata libertà degli incanti e riciclaggio. Sono queste le accuse nei confronti di ventuno persone arrestate dai carabinieri del Comando provinciale di Milano. Il blitz è cominciato martedì mattina. La misura cautelare emessa dal gip del tribunale di Monza, su richiesta della locale procura nei confronti di ventuno persone ritenute responsabili dei reati di associazione per delinquere e turbata libertà degli incanti.

Tanti i nomi eccellenti finiti nelle carte dell'inchiesta. Tra gli arrestati, infatti, c'è anche Fabio Rizzi, "padre" della riforma della sanità lombarda e vero e proprio braccio destro del governatore Roberto Maroni. Rizzi, secondo quanto si apprende, è indagato per associazione a delinquere ed è stato arrestato martedì mattina in Regione dai carabinieri. Sua moglie, invece, è stata posta ai domiciliari. 

L’indagine “Smile” ha consentito di ricostruire come un gruppo imprenditoriale abbia turbato in proprio favore l’aggiudicazione di una serie di appalti pubblici - banditi da diverse aziende ospedaliere per la gestione, in outsourcing, di servizi odontoiatrici - corrompendo i funzionari preposti alla gestione delle gare.

Nel corso delle indagini sono stati ricostruiti episodi corruttivi nei confronti di dieci soggetti investiti di funzioni pubbliche, condizionamenti nell’aggiudicazione e nello svolgimento di appalti indetti da Aziende ospedaliere della Lombardia, nonché analoghe ingerenze nelle procedure di contrattazione con importanti strutture sanitarie private accreditate con il Sistema sanitario nazionale.

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