Ecco la centrale dello spaccio di Comasina: droga, soldi e i "pacchetti magici" per i pusher

Controlli di Squadra Mobile e commissariato a Comasina. Dieci perquisizioni, due arresti

Droga, soldi e armi sequestrate

La droga quella già pronta da distribuire, già divisa in dosi, era nei cassetti di un tavolo in cucina. Il resto del "tesoro", invece, era sparso un po' qua e là in una seconda abitazione e nella porta - letteralmente - di un garage sotto il condominio. Quello stesso condominio al cui interno, questa la convinzione degli investigatori, c'era una vera e propria centrale dello spaccio per tutto il quartiere della Comasina. 

A gestirla - stando a quanto accertato dai poliziotti - c'era Gennaro S., un italiano di cinquantasei anni con una fedina penale quasi immacolata. Per lui, che ha un solo vecchio precedente dell'ormai lontanissimo 1993, le manette sono scattate all'alba di mercoledì, quando a casa sua si sono presentati gli agenti del commissariato e della sezione antidroga della Squadra Mobile, guidata dal dirigente Domenico Balsamo. 

Il blitz a Comasina

Gli uomini della Questura - che hanno eseguito dieci perquisizioni in tutta la zona - sono arrivati a lui guardando le sue amicizie e le sue frequentazioni, tutte in qualche modo coinvolte nel mondo dello spaccio. 

E i controlli a casa sua hanno confermato i sospetti dei poliziotti: tra la cucina, una seconda abitazione di cui il 56enne aveva le chiavi e il garage - dove la droga era nascosta nell'intercapedine della porta - gli agenti sono riusciti a mettere le mani su 1,8 chili di hashish, 152 grammi di marijuana, 40 grammi di cocaina, una pistola scacciacani con tre caricatori e cartucce per fucili e armi semiautomatiche. 

Foto - I "pacchetti speciali"

pacchetti spacciatori polizia-2

I pacchetti speciali di sigarette

Nell'appartamento dell'uomo, che conviveva con una donna, sono stati trovati anche 9.790 euro in contanti, con sopra appuntati dei nomi e dei cognomi, evidentemente quelli dei clienti. Sempre in cucina, i poliziotti hanno sequestrato due "speciali" pacchetti di sigarette sui quali erano state "montate" due calamite: un trucco - hanno chiarito i poliziotti - che serve agli spacciatori per eludere eventuali controlli in strada. I pusher, infatti, in caso di perquisizioni "appendono" il pacco a un pezzo di ferro - quasi sempre un segnale stradale - e dopo tornano a riprenderlo tranquillamente. 

Proprio questo ritrovamento - la riflessione del dirigente della Mobile - lascia pensare che il 53enne, arrestato con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio, ricevesse in casa i pusher che poi a loro volta spacciavano in strada. 

L'altra base per la droga

E mercoledì mattina le porte del carcere si sono aperte anche per Angelo C., un italiano di 47 anni anche lui fermato dalla Mobile e dagli agenti del commissariato. 

A casa sua, in via Masina, i poliziotti hanno scoperto un chilo e cento grammi di marijuana, un chilo e mezzo di hashish e tutto il materiale per confezionare le dosi. Nel suo appartamento c'erano anche 5.500 euro in contanti e quattro cellulari. 

Proprio da quei telefoni, ora nelle mani degli investigatori, potrebbero arrivare elementi utili per ricostruire il giro e i fornitori dell'uomo.
 

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