Asilo chiuso per la puzza e l'aria "non salubre": "Ora vogliamo esami medici sui nostri figli"

Monta la rabbia dei genitori dell'asilo comunale di Cambiago chiuso per il cattivo odore

Adesso chiedono risposte, le pretendono. Dopo mesi di attese, di dubbi, di paure, ora vogliono capire cosa hanno respirato i loro figli e vogliono sapere se c'è stato anche soltanto per un secondo un minimo pericolo. Cresce la rabbia dei genitori dei 108 bimbi dell'asilo G. Prandi di Cambiago, la scuola ufficialmente "chiusa per puzza" da inizio dicembre, quando il sindaco Laura Tresoldi aveva informato i cittadini che "l'amministrazione comunale e la direzione didattica ritengono in via precauzionale di spostare le attività didattiche in altra sede in via di definizione". 

Quel "precauzionale" qualche giorno più tardi si è trasformato in una certezza. La ditta incaricata di eseguire i rilievi all'interno della scuola - che nel 2017 aveva subìto importanti lavori di ristrutturazione - ha infatti trovato negli ambienti "n-esano, formaldeide e acetone", che sarebbero presenti nelle colle usate proprio durante le opere. E che, soprattutto, potrebbero essere i responsabili della puzza che mamme e papà sentivano addosso ai piccoli quando tornavano a casa e che denunciavano ormai da più di un anno . 

"Aria non salubre"

"Per quanto riguarda la salubrità degli ambienti interni ed i rischi per la salute delle persone si ritiene che l’aspetto più significativo, che emerge dall’indagine, sia rappresentato dal n-esano presente in concentrazione significativa in un ambiente dove non dovrebbe esserci - ha messo nero su bianco l'esperto nominato dal comune nella sua relazione.

E ancora: "In conclusione, sulla base dei dati analitici, delle valutazioni e considerazioni effettuate si ritiene di poter affermare che l’aria interna della Scuola dell’Infanzia G. Prandi nelle condizioni attuali non può essere considerata salubre".

"Esami sui nostri figli"

Per questo i genitori adesso chiedono che i bimbi - come avverrà per tutto il personale scolastico - siano sottoposti ad accurati e specifici esami medici per capire se corrono rischi. 

Per far sentire la loro voce, mercoledì - ormai stanchi ed esausti - hanno inviato una lettera all'Ats competente a firma "Genitori Cambiago avanti tutta", in cui hanno anche sottolineato che "abbiamo scoperto che la scuola aveva sollevato ai Vostri uffici il problema di un fastidioso odore il 6 dicembre 2018 tramite Pec a cui nessuno si è degnato di rispondere per mesi. In data 11 aprile - proseguono i genitori - la stessa scuola sollecitava una risposta alla Pec inviata a dicembre e solo il 10 maggio il vostro ufficio decideva di rispondere al Comune con in copia la Scuola affermando che non disponevate di strumenti e competenze necessarie ad intervenire e che doveva intervenire Arpa". 

Quindi, la richiesta di un intervento immediato per gli esami: "Dopo la seconda analisi il possibile rischio, dopo aver identificato nell’aria normal-esano, si è tramutato in rischio conclamato e la Dirigente Scolastica ha avuto l’obbligo di attivarsi per la richiesta di esami sui dipendenti. Ora noi ci domandiamo, se per personale Ata e docenti che sono persone adulte è stato conclamato lo stato di rischio per la salute, quando si procederà con gli esami sui nostri figli con età dai 3 ai 5 anni che hanno utilizzato gli stessi locali?". 

Bimbi ancora a casa

E per i genitori oltre al danno, c'è anche la beffa. Sì perché dal 2 dicembre la scuola è chiusa e anche se una sede è stata trovata - l'istituto di Gessate -, il trasloco non è mai avvenuto perché manca l'ok di Ats. 

"Abbiamo sentito scuola e comune che sono in attesa di spostare 108 bambini, che sono a casa dal 2 dicembre scorso, dal plesso di Cambiago a quelli di Gessate ma questo spostamento è in dubbio perché manca l’autorizzazione di Ats per poter mangiare nelle aule - sottolineano -. Che tempi prevedete per attivarvi in tal senso? È passata quasi una settimana da quando ci è stata fatta notare questa attesa ma l’autorizzazione ancora non è giunta. Che tempi prevedete per verificare quanto di vostra competenza e procedere con nullaosta o eventuali rilievi sulla problematica?". 

In attesa di una risposta, che mamme e papà si augurano essere celere, i bimbi sono ancora a casa. Almeno lì lontani dalla puzza e dall'aria "non salubre". 

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