Aggressioni in metro e bus, la Lega: «Daspo per i colpevoli, non devono più prendere i mezzi»

La proposta del Carroccio, che chiede anche che il tesoretto dovuto all'aumento del biglietto (43 milioni) sia investito in maggior sicurezza sui mezzi

L'autobus dell'ultima aggressione (foto Tranvieri di Milano)

Il "tesoretto" che il Comune di Milano riceverà dall'aumento del biglietto Atm? Usarlo per aumentare la sicurezza dei dipendenti e dei passeggeri del trasporto pubblico. E' la proposta avanzata dal gruppo della Lega a Palazzo Marino, che arriva anche a proporre una specie di "Daspo" per impedire a chi si è reso protagonista di aggressioni, violenze o minacce di salire ancora a bordo dei mezzi pubblici.

L'argomento è "caldo". E' della notte tra venerdì e sabato la violenta aggressione ai danni di un autista 55enne del bus 95, in via Marco d'Agrate. Ha fatto molto scalpore la fotografia dell'autista con il volto tumefatto per il pugno all'occhio destro ricevuto da un passeggero ubriaco che poco prima l'uomo aveva invitato a scendere dal bus. L'aggressiore è stato poi identificato e denunciato in stato di libertà per lesioni personali, danneggiamento aggravato (ha anche spaccato un finestrino del mezzo) e interruzione di pubblico servizio.

Partiamo dal "tesoretto". Si parla (sarebbe scritto nero su bianco nella delibera dell'aumento del biglietto) di 51 milioni di euro in più, a fronte di costi reali per 8 milioni per implementare l'aumento. «A conti fatti - spiega Alessandro Morelli, capogruppo della Lega a Palazzo Marino e parlamentare - parliamo di 43 milioni e chiediamo che vengano investiti in sicurezza per i cittadini e i dipendenti di Atm. I casi di minacce e aggressioni sono continui e giornalieri, e così anche le lamentele dei cittadini».

Tra le misure - spiega Gabriele Luigi Abbiati, consigliere leghista - «l'introduzione del bigliettaio fisso sui mezzi ma anche più vigilanti privati, che ora sono limitati alle metropolitane e non sempre sono efficaci». E poi il "Daspo", spiegato da Laura Molteni, anche lei consigliera della Lega in Comune: «Credo sia opportuno che chi si macchia di violenze venga interdetto dall'utilizzo futuro dei mezzi pubblici. I responsabili potrebbero essere 'segnalati' al fine di non poter più salire a bordo. Non devono assolutamente pensare che si possa fare ciò che si vuole. Ci sono regole e consuetudini del vivere civile da rispettare».

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Tra le aggressioni più recenti, oltre a quella dell'autista della 95, a marzo una dipendente di Atm si è vista mettere le mani al collo da un uomo che aveva trovato chiuso un mezzanino della stazione Famagosta a causa dello sciopero in corso. A febbraio un autista di Atm è stato picchiato da un automobilista con cui aveva avuto, poco prima, un diverbio per questioni di viabilità. A gennaio, a Caiazzo, un agente di stazione ha ricevuto dei pugni in faccia da un uomo che, con la sua fidanzata, aveva tentato di entrare in metropolitana senza biglietto.

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