Attentatore controllato a vista, tutte le falle dei controlli sul passato dell'autista del pullman

L'autista è stato ristretto nel carcere di San Vittore nella notte tra mercoledì e giovedì

Il conducente del mezzo Ousseynou Sy

È sorvegliato a vista nel carcere di San Vittore Ousseynou Sy, l'autista che nella mattinata di mercoledì 20 marzo a Paullo ha dato fuoco a un bus su cui viaggiavano due classi della scuola media Vailati di Crema. 

Il 47enne, fermato dai carabinieri dopo aver scatenato l'incendio, era stato prima accompagnato in ospedale per alcune ustioni, successivamente era stato ascoltato dagli investigatori e infine — intorno alla 1 di notte — è stato ristretto nel carcere di San Vittore, dove condivide la cella con altri detenuti. È accusato di tentata strage, incendio, sequestro di persona e resistenza con l’aggravante delle finalità terroristiche.

Nella giornata di mercoledì ha avuto il colloquio con il medico di guardia, mentre nella mattinata di giovedì incontrerà lo psichiatra, lo psicologo e l'educatore del reparto.

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Secondo quanto trapelato l'uomo nell'interrogatorio davanti al capo del pool dell' antiterrorismo milanese Alberto Nobili e al pm Luca Poniz avrebbe riferito che a scatenare il suo folle gesto sarebbe stato il caso della nave Mare Jonio. "È stata la goccia che ha fatto traboccare il mio vaso", avrebbe detto.

Patente ritirata e una condanna per violenza sessuale: le macchie nel passato dell'autista

Ci sono due macchie nel passato di Ousseynou Sy. Nel 2007 gli era stata sospesa la patente per guida in stato di ebbrezza (era stato sorpreso ubriaco al volante della sua auto in provincia di Brescia). Ma non solo: era stato condannato a un anno — con sospensione della pena — per una denuncia del 2011 per abusi sessuali. 

L'azienda non sapeva nulla dei suoi trascorsi. Anzi, nel primo pomeriggio di mercoledì il direttore del personale di Autoguidovie Corrado Bianchessi aveva dichiarato: "Lavora con noi da 15 anni e in tutto questo tempo non ha mai creato problemi".

Come è possibile che un uomo a cui era stata tolta la patente per guida in stato di ebbrezza e condannato per violenza sessuale sia alla guida di un autobus che trasporta bambini? La domanda è rimbalzata nelle menti di tutta Italia man mano che venivano a galla parti della sua vita. 

La risposta è una (assurda) falla nel sistema. "Nessuno ci ha comunicato di questi fatti gravissimi, di cui apprendiamo solo ora", ha fatto sapere Autoguidovie. La società si è limitata a chiedere il certificato penale al momento dell'assunzione nel 2004, dopo un'acquisizione di una società  che operava nel cremasco. Poi non c'è stata nessun'altra verifica. In altre società i controlli sono più stringenti e vengono ripetuti con più frequenza, ma manca un obbligo legislativo.

Autoguidovie, inoltre, non sarebbe stata informata da Sy che gli era stata ritirata la patente e la società non è stata informata dalla motorizzazione, che non è tenuta a comunicarlo. 

I requisiti per guidare un pullman

Per mettersi al volante di un autobus bisogna aver compiuto 21 anni di età, serve la patente di guida di categoria "D" e la qualificazione di conducente per il trasporto di persone (Cqc). Al momento dell'assunzione l'azienda verifica lo stato di idoneità psicofisica, sottopone il futuro dipendente alle visite mediche che accompagneranno l'autista per tutta la sua attività lavorativa. Tra questi anche controlli tossicologici, sia a campione che programmati.

Dirotta un pullman e gli dà fuoco: i fatti

Il mezzo di Autoguidovie, secondo quanto emerso, stava riaccompagnando i ragazzini a scuola dopo un'attività all'aperto, ma l'autista — una volta caricati tutti i giovani — ha lasciato l'itinerario stabilito dirigendosi verso Milano.

Secondo quanto riportato dal procuratore Alberto Nobili, capo dell’antiterrorismo, a lanciare l'allarme è stato un bimbo che ha chiamato il 112 dicendo "ci stanno portando via con un pullman". Sono state allertate tutte le pattuglie. Due Autoradio hanno intercettato il mezzo a Pantigliate, intimato l'alt, ma sono state speronate. Altre tre auto hanno inseguito il pullman e sono riuscite a bloccarlo. In quel momento due militari si sono posizionati davanti al mezzo e hanno cercato di far desistere l'autista che aveva un accendino in mano. Il mezzo era già stato cosparso di benzina. Altri quattro sono andati dietro, hanno forzato la porta con l'aiuto dei bimbi, rotto il vetro con un manganello e fatto uscire tutti mentre il mezzo stava proseguendo la marcia - ma molto lentamente - e cercando di oltrepassare le gazzelle.

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Durante l’evacuazione sono scoppiate le fiamme con alcuni bimbi ancora dentro. A mezzo vuoto, l'autista è uscito dal lato guidatore ed è stato bloccato. Poco dopo ha detto "lo faccio per i morti nel Mediterraneo". Aveva una tanica da 10 litri, fascette (i bimbi li ha fatti legare dagli educatori, ndr). 

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