Officina abusiva per auto rubate: continuava l'"attività" nonostante il sequestro

Un'area agricola a Muggiano trasformata in deposito per auto rubate da "cannibalizzare". Venerdì la bonifica completa

Un'area agricola a ridosso della città di Milano era stata trasformata in un luogo in cui venivano riciclati i pezzi di auto rubate. Durante la notte i veicoli venivano portati nell'area per essere smontati e frazionati: parti meccaniche e pezzi di scocche diventavano pezzi di ricambio pronti ad essere commerciati in nero, magari "su richiesta". L'area si trova a Muggiano, in una zona di campagna ai margini della Tangenziale Ovest, e si raggiunge percorrendo un lungo tratto sterrato, il cui inizio è chiuso da una sbarra, fermata da un lucchetto. Si tratta infatti di terreni prevalentemente privati.

Venerdì mattina gli agenti dell'ufficio controllo del territorio del commissariato Lorenteggio, insieme a tecnici specializzati, hanno sgomberato l'area sequestrando nove automobili (sette carcasse di auto da cui erano stati presi i pezzi di ricambio e due carcasse di auto bruciate), due targhe estere e poi sedili, cruscotti, paraurti, marmitte, radiatori, pezzi di carrozzeria e utensili. Per le operazioni sono stati utilizzati cinque automezzi e un "ragno" fornito da una ditta specializzata.

La completa bonifica effettuata venerdì mattina è stata compiuta su delega della procura della repubblica che ha ordinato la rimozione di tutto quanto presente nella zona interessata, dai resti dei veicoli rubati alle strutture abusive utilizzate per occultarli e riciclarli. L'area era già stata sequestrata nel mese di gennaio del 2019, ma veniva continuamente riutilizzata per attività illecite, come dimostra la costante violazione dei sigilli.

Le indagini: la scoperta dell'area 

Le indagini erano iniziate proprio a gennaio 2019: una volante, che si era messa sulle tracce del navigatore satellitare di un'auto a noleggio rubata da un giorno, percorse quelle strade sterrate e arrivò davanti al cancello d'ingresso dell'area. Sul posto c'era soltanto un cane di grossa taglia, forse per intimorire. Così, messo al sicuro il cane con una squadra cinofila della polizia locale, venne trovata la carcassa della Fiat 500 ricercata, ma anche tracce di altre automobili, e un capanno destinato a "officina meccanica", con dentro un uomo che stava smontando il motore di un'auto. L'uomo si dichiarò dipendente del proprietario dell'area, un pregiudicato agli arresti domiciliari nel Cremonese.

L'attività continuava nonostante i sigilli

Quattro successive ispezioni (settembre 2019 e le altre a gennaio 2020) hanno permesso di constatare che nulla era cambiato. A vigilare sull'area c'era sempre un cane di grossa taglia, e vi gravitavano l'uomo già trovato a gennaio 2019 oltre al padre, alla madre e al fratello del titolare del terreno. E, in ciascuna ispezione, sono stati trovati pezzi di auto e moto "cannibalizzate", strumenti per lo smontaggio dei motori, documenti di auto rubate.

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