I ragazzini col "sogno" di diventare banditi: la gang dei minorenni tra botte, violenza e rapine

In manette nove ragazzini, tutti giovanissimi tra i 14 e i 17 anni. Così agiva la loro baby gang

Volevano ripercorrere le orme dei "Latin Kings", la banda sudamericana tra le più conosciute e violente del mondo. Il loro capo, un bulletto poco più che maggiorenne, diceva agli altri ragazzini che si ispiravano a loro, che dovevano seguire l'esempio dei "pandilleros" più famosi. E in effetti, in pieno stile gang, erano diventati l'incubo dei loro coetanei, grazie alla loro insensata e brutale ferocia. Una ferocia che è andata avanti, almeno, per quattro mesi, fino a quando i militari non li hanno fermati. 

Nove ragazzini - cinque 17enni, tra cui due gemelli, due sedicenni, un 15enne e un 14enne, tutti italiani - sono stati arrestati martedì mattina dai carabinieri della tenenza di Abbiategrasso con le accuse, a vario titolo e in concorso tra loro, di rapina, lesioni, minacce ed estorsione. I nove, tutti giovani che vengono da famiglie normalissime, erano parte di una baby gang che tra luglio e novembre 2018 - questo il periodo dell'indagine - ha letteralmente seminato il panico nella città del Sud Milano

I piccoli criminali in "branco"

"Le modalità utilizzate - scrive il Gip Paola Ghezzi del tribunale per i minorenni nell'ordinanza di custodia cautelare - non possono che essere frutto di una precedente precisa pianificazione, organizzazione ed esperienza consolidata anche alla luce della serialità delle condotte, della violenza fisica e della pervicacia dimostrata". E anche se giovanissimi - sottolinea ancora il giudice - i nove dimostravano già "una certa disinvoltura e abitualità nel realizzare" i reati "sfruttando la forza intimidatoria del branco". 

Il branco, appunto. Perché i "piccoli criminali" - con a capo un 19enne, che al momento è indagato in attesa di disposizioni della procura - non entravano mai in azione da soli: agivano sempre in quattro o cinque persone, sfruttando il numero e la forza del gruppo. 

Botte, minacce, rapine

Così accade il 21 luglio sera, giorno del primo colpo che viene contestato alla banda. A farne le spese sono due fratelli, che alle 23.10 vengono aggrediti dalla gang sui Navigli a Milano. I baby banditi li prendono a pugni in faccia e poi rubano gli occhiali a uno di loro, costringendolo a sborsare 5 euro per riaverli. 

Il 7 ottobre il secondo blitz. I ragazzini, sempre in gruppo, arrivano fuori da un locale di Abbiategrasso e aggrediscono un altro giovane senza motivo, prendendolo alle spalle e sbattendogli la testa contro il vetro della porta d'ingresso. In difesa della vittima interviene un secondo uomo, che poi si rifugia nel locale: un quarto d'ora dopo esce e ad aspettarlo trova ancora gli aggressori, che gli rubano il cappello e lo massacrano di botte, tanto che finisce in ospedale con fratture al volto. 

Due settimane dopo - ma i colpi potrebbero essere in realtà di più - la baby gang torna a "farsi viva" e lo fa per due volte nello stesso giorno. I primi a finire nel mirino sono due giovani che vengono aggrediti in strada, spintonati contro un muro e derubati di due cellulari e di dieci euro. 

Il pestaggio al McDonald's

La sera successiva, invece, la furia dei "piccoli criminali" si abbatte su due fidanzati che stanno comprando da mangiare al McDonald's di Abbiategrasso. Il ragazzo della coppia - la cui unica colpa è aver suonato per sbaglio il clacson - viene aggredito, tirato di peso fuori dalla macchina, circondato e picchiato a sangue davanti alla fidanzata, che viene anche rapinata della borsa al cui interno ci sono il cellulare e 45 euro in contanti.  

Passano dieci giorni e gli arrestati - alcuni dei quali già con precedenti, nonostante l'età - colpiscono di nuovo, aggredendo alla fermata del bus uno studente a cui rapinano 5 euro. Va peggio, invece, al ragazzo che incrocia la baby gang la sera del 5 novembre: a lui la banda riserva, senza nessun apparente motivo, calci, pugni, bastonate e bottigliate in faccia, causandogli una frattura delle ossa nasali. 

A mostrare perfettamente il loro delirio di onnipotenza è quanto succede il 6 novembre. Alcuni dei bulletti incontrano all'oratorio un loro ex professore e la situazione precipita immediatamente. I giovani gli vanno incontro, lo minacciano e gli urlano: "Pezzo di mer..., sei qua. Facevi il Totò Riina a scuola, tira fuori i cogl... ora". E ancora, chiaro indizio di come si sentissero i "padroni" della zona: "Vieni alle case popolari che non ci sono le telecamere e ti rompo il cu... perché sei immondizia". 

La pistola e la droga a casa 

Quello è l'ultimo blitz certificato dai carabinieri, che chiudono le indagini e chiedono le ordinanze di custodia cautelare, arrivate nei giorni scorsi. Gli arresti sono scattati martedì mattina: cinque dei giovani sono finiti in carcere, quattro sono invece stati portati in una comunità.

Al momento delle perquisizioni - effettuate anche a casa del maggiorenne - i carabinieri hanno trovato ottanta grammi di marijuana e una pistola. Probabilmente anche quella serviva per il "sogno" di diventare i nuovi Latin Kings.  

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