Pestaggi e rapine contro i giovanissimi all'Arco della Pace: nella baby gang anche 4 ragazze

Sono state sequestrate diverse armi dai carabinieri: coltelli, machete, pistola e revolver

Arco della Pace Foto Raduni fotografici milanesi

Il loro obiettivo di volta in volta non era quello di arricchirsi. Quello a cui veramente puntavano, il più delle occasioni, era semplicemente a manifestare in modo violento il loro predominio. Come bestie territoriali, aggredivano in 'branco' le loro vittime giovanissime, come loro. Calci, pugni, spintoni, minacce, insulti che poi si chiudevano con rapinette di 'poco valore': cellulari, portafogli o accessori.

I bulli sono stati arrestati dai carabinieri della Stazione Porta Sempione di Milano che sono riusciti a smantellare una baby gang che dal 2017 faceva il bello e il cattivo tempo nelle zone della movida attorno all'Arco della Pace e corso Sempione. In manette sono finiti dodici ragazzini tra i 15 e i 22 anni. Di questi nove sono minorenni e tra loro tre sono ragazze, ma c'è una donna anche tra i tre maggiorenni. Si tratta di giovani italiani, alcuni dei quali di seconda generazione e due stranieri di origini nordafricane.

Chi sono i membri della baby gang incastrati dai social

I militari sono andati a prenderli a casa - vivono tra Milano città e provincia, Varese e Como - davanti ai loro genitori. Sono cresciuti in famiglie normalissime, stando a quanto riferito dagli investigatori della Compagnia Duomo, guidata da Matteo Martellucci: tant'è vero che nessuna di loro ha protestato contro i carabinieri al momento dell'arresto.

Per riconoscerli, rintracciarli e collegarli tra loro, gli uomini dell'arma coordinati dalla Procura di Milano, hanno passato al setaccio anche i loro profili Facebook e Instagram, nei quali i ragazzini condividevano foto delle serate insieme. Alcuni avevano poi dei tatuaggi molto visibili sul corpo.

Gli arrestati facevano parte di un unico gruppo di amici ma quando agivano come baby gang lo facevano in maniera non strutturata. Per cui non tutti sono coinvolti in ciascun episodio. Gli assalti infatti, stando a quanto scoperto, 'capitavano'. Per cui poteva succedere che a far scattare le aggressioni fosse uno sguardo di troppo oppure semplicemente 'l'occasione'.

Le rapine violente contro i più deboli

Le indagini hanno portato alla luce almeno undici aggressioni e rapine, commesse tutte tra luglio 2017 e luglio 2018. Anche se il sospetto è che possano esserci tanti episodi non denunciati.

Si avvicinavano alle loro prede e con una scusa - che poteva andare dalla richiesta di una sigaretta allo scambio di una banconota - le agganciavano. Sceglievano persone, a volte anche gruppetti, che all'apparenza sembravano più vulnerabili.

"Nonostante l'età, si sono dimostrati capaci di agire con un'efferatezza sprezzante di ogni legalità e di qualsiasi rispetto per le vittime" nei cui confronti si sono comportati "con una tale violenza da denotare grande pericolosità sociale", come scrive il gip nell'ordinanza.

Il pestaggio contro una giovanissima

Uno degli episodi, tra i più violenti, è avvenuto nella primavera del 2018. Il 'branco' - qui erano presenti anche le 'signorine' - si è scagliato contro una ragazzina con calci e pugni anche quando questa era per terra. Per fortuna altri adolescenti, suoi conoscenti, sono intervenuti in sua difesa e lei nel frattempo è riuscita a spruzzare una bomboletta di spray urticante che portava con sé, facendole dileguare.

Gli assalti, tuttavia, stando a quanto ricostruito dai militari, erano di vario tipo: a volte erano in cinque, a volte in dieci. Semplicemente agivano coloro che erano presenti alla serata della comitiva.

I coltelli, il machete e le armi da fuoco

Alle loro vittime mostravano coltelli o facevano credere di possedere delle armi da fuoco. Durante gli arresti, effettivamente, sono state rinvenute due armi a salve, una pistola e un revolver senza il tappo rosso. Così come un machete, e diversi coltelli a serramanico e a farfalla, nonché un bastone telescopico e alcuni cellulari rubati.

Armi trovate-2

I ragazzini sono stati arrestati mercoledì mattina, dando esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale per i Minorenni di Milano. C'è anche un decreto di fermo di indiziato di delitto e anche se le indagini- l'operazione è stata denominata Paranza, in riferimento alla Paranza dei bambini di Roberto Saviano - hanno preso in considerazione oltre venticinque giovanissimi e altrettanti episodi.

Il carcere minorile è pieno: fenomeno baby gang

Ora sono rinchiusi nel carcere minori di Torino e Pontremoli, perché il Beccaria di Milano al momento era pieno dopo l'ultima operazione dei carabinieri di Abbiategrasso, solo un 24 ore prima. Segno che il fenomeno del bullismo e delle baby gang è reale così come è reale l'azione delle forze dell'ordine per contrastarlo.

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