Bambina aggredita verbalmente da un uomo sul bus: "Stai zitta, femmina"

Le minacce sulla linea 45 nel primo pomeriggio di giovedì, in concomitanza con l'uscita da scuola. Il giorno dopo un messaggio alla piccola alla fermata: "Non farti intimidire"

Aggredita verbalmente da un uomo adulto, senza avere fatto nulla, su un autobus affollato. E' successo nel primo pomeriggio di giovedì 9 maggio nel quartiere di Ponte Lambro, e la vittima è una bambina di circa dieci anni che in quel momento, probabilmente, stava tornando a casa da scuola insieme a un parente (fratellino o cuginetto) di qualche anno più grande.

Una e mezza, due meno un quarto. Il bus 45 in direzione San Donato è affollato di ragazzini di ritorno da scuola. Due di questi sono la bimba (capelli lunghi, occhiali) e il parente più grandicello, entrambi di apparenti origini magrebine e quasi certamente nati e cresciuti qui, dato che parlavano perfettamente l'italiano. E ci sono anche altri passeggeri, tra cui alcuni anziani e un uomo italiano in piedi, a pochi passi dai due piccoli.

«Stai zitta, sei una femmina»

Lui, improvvisamente, si rivolge alla bambina gridando e ripetendole parecchie volte di stare zitta, di non guardarlo. Lei prova a ribattere di non aver fatto niente. Non parlava, ma soprattutto non lo aveva affatto "fissato" o altro.

E si prende un'ulteriore sfilza di parole contro. "Non devi parlare, sei una femmina". Il fratellino (o cuginetto) timidamente la difende; una ragazza e alcune donne anziane, che hanno assistito alla scena, si frappongono e gli dicono di smetterla. Lei, la bambina, sembra atterrita. Con l'altro bambino scende alla prima fermata, in via Ucelli di Nemi; ma con loro anche l'uomo.

Il messaggio alla bambina: «Non farti intimidire»

Di tutta la vicenda, il mattino di venerdì è rimasto un foglio scritto al computer (ma firmato a mano), appeso alla fermata della linea 45, dedicato alla bambina. «Ho pensato che fossi turbata ed è per questo che ti scrivo», si legge: «Non devi avere paura. Quell'incivile ti ha gridato più volte di stare zitta nonostante tu fossi in silenzio. Sappi che nessuno può ordinarti di tacere ed è importante che tu non lo faccia, che non ti lasci intimidire da persone che abusano della tua debolezza anagrafica e di genere».

«Una giovanissima donna - continua il messaggio - ha gli stessi diritti di un uomo: crescerai e sarai tu a decidere cosa fare, cosa dire, come vestirti e chi diventare. Affinché questi episodi non accadano più a nessuno di noi, invito i tuoi genitori a sporgere denuncia nei confronti della persona che ti ha ingiustamente rivolto quelle parole in modo che non rimanga impunita. Ti abbraccio».

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