Da Napoli a Milano per i Rolex di lusso: tra i sei rapinatori con la Hornet c'è un noto ristoratore

L'uomo, che a Milano è socio di un locale partenopeo in zona corso Vercelli, era il basista

Uno dei rapinatori in azione

Quattro su sei erano già 'dentro' dal 7 marzo del 2018, quando erano stati arrestati dai segugi dell'Antirapine a Milano. Gli altri due, considerati il basista e l'incaricato del trasferimento di moto e scooter da Napoli a Milano, sono stati raggiunti dalla polizia per la prima volta mercoledì mattina. Così, i gli agenti della Squadra Mobile hanno chiuso il cerchio inchiodando alle loro responsabilità tutti i membri di una banda di trasfertisti specializzati nelle rapine di orologi di lusso.

Nell'ordinanza contro i sei - Roberto Santopaolo di 35 anni, Giuseppe Prinno di 52, suo cugino omonimo di 43, e Antonio Mazzocchi di 37, Alessandro C. di 48 e Ernesto S. di 41 - il gip Anna Magelli, su richiesta del pm David Monti, li accusa di associazione per delinquere finalizzata alla consumazione di rapine. Un successo non di poco conto per le indagini dei poliziotti. 

Arrestato il gestore di un ristorante

Tra i nuovi arrestati c'è una figura di primissimo piano finora rimasta fuori da ogni tipo d'indagine. È Alessandro C., che all'attività di ristoratore, stando ai poliziotti, affiancava quella di basista per la gang di trasfertisti. L'uomo, che a Milano è socio di un noto locale partenopeo in zona corso Vercelli, contrattava con le agenzie l'affitto di appartamenti per brevi periodi nei quali ospitava il rapinatori. Per giustificare il loro via vai ai proprietari delle abitazioni diceva che si trattava di una ditta edile per dei lavori nel suo ristorante.

Video: i rapinatori in azione

L'altro nuovo personaggio emerso in questo periodo d'indagine è l'incaricato della logistica. Ernesto S., che con un furgone anticipava i viaggi dei rapinatori a Milano. Trasportava scooter e moto. Poi li riportava giù. Mentre la 'paranza' - termine con il quale vengono denominate queste gang nel napoletano - si occupava del viaggio degli orologi: in treno o in auto prese a noleggio.

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L'inchiesta dopo le rapine di Rolex

Ad attivare l'inchiesta è stato l'arresto del 2018, in flagranza dopo la rapina di un Rolex al proprietario di una Maserati Levante in via Dei Transiti. In quel caso era un Daytona, anche se non disdegnavano altri modelli della prestigiosa marca di orologi Svizzera. Il loro target preferito, tanto quanto lo era per la 'paranza' la moto Honda Hornet, considerata la più maneggevole per serpeggiare nel traffico. 

L'amore per la moto Hornet

Lo stesso modello di moto guidato da uno dei membri della gang a luglio 2019, quando per le strade di Cervia è caduto procurandosi la frattura di una gamba. Stando a quanto riferito dagli uomini dell'Antirapine guidati da Francesco Giustolisi, è verosimile che si trovasse lì per il suo 'lavoro' di cacciatore di Rolex. Nonostante si dovesse trovare agli arresti domiciliari a Napoli. D'altronde, buona parte dei membri del sodalizio è gente abituata a fare quello per lavoro, stando ai precedenti penali in possesso della polizia.

Le indagini dopo quella rapina di via Dei Transiti hanno permesso ai poliziotti di risalire ad altri colpi della paranza. In tutto sei rapine. Tutte a Milano - oltre via Dei Transiti, ci sono via Chiossetto, piazza Grandi, via Beatrice D'Este, via Albertario, Via A. Doria - e tutte con la stessa modalità. Dopo aver individuato la vittima, a bordo di moto e scooteroni, la seguivano. 

Quando il conducente scendeva dall'auto, lo aggredivano e gli strappavano il Rolex dal polso. I colpi avrebbero fruttato, secondo gli investigatori, almeno centomila euro. Uno dei preziosi, però, era particolarmente antico e il proprietario ha preferito non quantificare il suo valore. L'unico giorno, ironia della sorte, che hanno operato in modo diverso, usando la tecnica dello specchietto, è stato il giorno che sono stati arrestati. 

Rapina scooter-4

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