Risse, aggressioni, furti: sospesa la licenza al bar di via Giacosa

I residenti nella zona si erano spesso lamentati delle continue liti notturne in strada

Il locale

Sospesa la licenza per 15 giorni al Bar La Gozadera di via Giacosa 12 in base all'articolo 100 del Testo unico di pubblica sicurezza, per il quale è possibile sospendere la licenza di un esercizio in cui siano avvenuti "tumulti o gravi disordini", che sia ritrovo abituale di persone pregiudicate o che, comunque, costituisca "pericolo per l'ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini". Il provvedimento è stato emesso dal questore di Milano Marcello Cardona il 4 settembre e notificato il 6 ai gestori del locale, ad opera degli agenti del Commissariato Villa San Giovanni. E' il 66esimo locale con licenza sospesa dalla questura di Milano nel corso del 2018.

Nel mese di agosto del 2017 il Bar La Gozadera aveva ricevuto un'altra sospensione della licenza, quella volta per 7 giorni, ma via Fatebenefratelli ritiene che i problemi non si siano risolti. Sono diversi gli interventi del Commissariato di zona (il Villa San Giovanni) per controllare la situazione del locale e dei suoi frequentatori abituali, anche in seguito a vari esposti presentati dai residenti.

In particolare, gli abitanti del quartiere si lamentavano delle numerose liti che scoppiavano tra i clienti, anche all'esterno del locale e in piena notte. Da aprile ad agosto del 2018, nei vari controlli di polizia, sono stati identificati in tutto 49 clienti di cui 25 con precedenti. Il 25 aprile, per esempio, nel bar è stato trovato tra gli altri un uomo su cui gravava l'ordine di espulsione dall'Italia. 

La rissa a colpi di bottiglie

Il 24 giugno la polizia, alle otto e mezza di mattina, in seguito a varie segnalazioni di una rissa, ha trovato una donna che perdeva sangue e un uomo con vari graffi, che hanno dichiarato di essere stati aggrediti senza motivo da un gruppo di giovani. Si trattava in realtà di una rissa tra circa 20 persone, anche a colpi di bottiglie di vetro. In quella occasione il titolare del bar ha minimizzato l'accaduto, dichiarando anche che i partecipanti alla rissa non erano suoi clienti.

Il 20 luglio, verso le quattro del mattino, la polizia ha identificato (tra i 18 clienti presenti in quel momento) 5 pregiudicati ed ha trovato una persona con in tasca un rasoio a lama fissa e due forbici. Il 27 luglio, alle sei meno un quarto di mattina, una donna ha richiesto l'intervento degli agenti: poco prima, nel locale, aveva sferrato un pugno al suo ex compagno come reazione agli insulti che le erano stati rivolti, graffiandolo anche sul collo. Due giorni dopo, alle 10 di mattina, una violenta lite nei pressi: la vittima era stata colpita con una bottigliata alla coscia.

L'uomo con la pistola sotto la maglietta

Il 5 agosto, alle sette di mattina, una guardia giurata ha segnalato la presenza di un uomo che, davanti al locale, mostrava il calcio di una pistola nascosta sotto la maglietta. Poi, alla vista degli agenti, l'uomo ha gettato la pistola vicino a un cestino per i rifiuti e ha tentato la fuga. Si trattava di una "semplice" riproduzione di una Beretta. Il responsabile è stato denunciato per procurato allarme ma aveva precedenti per porto abusivo di arma e anche tentato omicidio volontario.

L'11 agosto, verso le cinque di mattina, due clienti del bar hanno chiamato la polizia, dichiarando di avere subito un furto nel locale. Ma, alla richiesta dei documenti, hanno cominciato a insultare i poliziotti.

"Limitare gli orari di chi vende alcolici"

Immediato il plauso alla sospensione della licenza da parte di Samuele Piscina, presidente del Municipio 2, e di Luca Lepore, assessore del Municipio 2 alla sicurezza, entrambi leghisti. "La segnalazione di ripetute risse e disturbo della quiete pubblica era giunta al Municipio la scorsa primavera in seguito alla riapertura del locale a pochi metri da dove era stato chiuso definitivamente per problemi di ordine pubblico. Subito abbiamo riportato la problematica al questore di Milano che prontamente è intervenuto con controlli mirati durante la stagione estiva nelle attività commerciali lungo l’asse di via Padova e, oggi, con la chiusura per 15 giorni di uno dei locali più problematici".

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Piscina e Lepore ne approfittano per chiedere al Comune di Milano di limitare la fascia oraria di apertura delle attività commerciali gestite da extracomunitari, che ora "vendono alcolici fino alle ore mattutine creando evidenti problemi di ordine pubblico".

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