Milano, bimbo di sette anni in ospedale con cannabis nel sangue: "Ha preso lo sciroppo"

Il piccolo era in uno stato di "forte e continuata agitazione psico motoria". La storia

I medici che lo hanno visitato hanno rilevato in lui uno stato di "agitazione" e una forte "aggressività". E a causarglielo, stando ai primi accertamenti, è stata una intossicazione da Thc, il principio attivo della marijuana e dell'hashish.

Due settimane fa, ma la storia è stata resa nota martedì dal Corriere della Sera, un bimbo di sette anni è stato ricoverato al San Paolo di Milano in - scrivono Andreis e Santucci sul Corsera - "uno stato di forte e continuata agitazione psico motoria, con episodi di aggressività contro la madre e il personale sanitario". Dopo le prime analisi, i dottori hanno trovato tracce di cannabis nelle urine del piccolo e hanno passato la "palla" alle forze dell'ordine, che ora indagano per capire come il bimbo abbia assunto la droga. 

Sua mamma, la stessa che aveva allertato il 112, ha spiegato ai dottori di aver dato al figlio uno sciroppo, "un medicinale appena comprato, naturale, per calmarlo". Ma - scrive il Corriere - quando in ospedale gli operatori hanno chiesto al piccolo se avesse ingerito sciroppi o caramelle particolari, la sua risposta è stata spiazzante: prima ha fatto cenno di no con la testa, poi ha detto "non era erba" e infine ha aggiunto "ho preso sigarette da un alieno". Ora i servizi sociali - allertati dal procuratore capo e dal pm di turno al tribunale per i minorenni, Ciro Cascone e Annamaria Fiorillo - sono al lavoro per valutare eventuali provvedimenti nei confronti del genitori del bimbo. 

Soltanto da settembre scorso è il terzo caso di intossicazione da Thc che vede come vittima un bambino. Lo scorso 11 settembre una bimba di diciassette mesi era stata ricoverata in coma all'ospedale di Legnano proprio per la presenza di droghe nel suo corpo. Al momento dell'arrivo al pronto soccorso, i genitori - poi "allontanati" - avevano raccontato che la figlia aveva raccolto e ingerito, senza che loro se ne accorgessero, dell'hashish in un giardinetto di San Vittore Olona. Le indagini e gli esami tossicologici avevano invece evidenziato come la piccola fosse stata esposta "continuativamente a Thc, oppiacei, anfetamina, mdma e ketamina" da marzo a settembre. La bambina, dopo un ricovero d'urgenza, si era ripresa ed era uscita dall'ospedale dopo qualche giorno. 

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Così come fortunatamente è fuori pericolo di vita anche il bimbo di venti mesi finito sabato scorso al Buzzi in prognosi riservata. Il bambino, hanno raccontato i genitori, avrebbe ingerito un pezzo di hashish preso a terra in un giardinetto di Sesto San Giovanni e poi, una volta a casa, sarebbe collassato. Gli agenti, allertati dallo stesso ospedale, hanno eseguito i primi controlli sui genitori: la mamma è risultata negativa al test anti droga - quindi l'intossicazione non può essere avvenuta attraverso l'allattamento -, mentre i prelievi sul papà del bimbo hanno dato esito positivo. Al momento, comunque, la magistratura non ha chiesto nessun provvedimento. 

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