"Mio figlio gioca d'azzardo": l'allarme di una madre fa scoprire una bisca clandestina

L'operazione della polizia a Milano: 10 denunciati, tutti del Bangladesh

Uno dei tavoli in cui si giocava d'azzardo

Era molto preoccupata, quella donna che si è avvicinata a Antonio D'Urso, dirigente del commissariato Comasina, alla fine di uno dei tanti incontri con la cittadinanza che la polizia organizza nei quartieri. Voleva confidare i suoi dubbi sul figlio quasi 18enne, che lavora regolarmente come carpentiere, non ha vizi (alcol, droga, sigarette: nulla di tutto questo), ma non ha mai soldi in tasca e li chiede di continuo ai genitori, lei italiana, lui del Bangladesh.

Alla madre era venuto anche un sospetto preciso: che il ragazzo avesse iniziato a giocare d'azzardo. D'Urso ha raccolto questo sfogo e ha iniziato a dirigere le indagini sul territorio fino ad arrivare a un market etnico di via Monte San Genesio, zona Maciachini. Un negozio che aveva già attirato l'attenzione delle forze dell'ordine perché la vendita di alcolici anche a tarda notte, a prezzi più bassi dei bar, attira persone e provoca indirettamente schiamazzi notturni di cui, poi, si lamentano i condomini dei palazzi vicini. 

Il Comune di Milano, infatti, aveva vietato al market in questione di vendere alcolici dopo le 22. E questo è stato il "grimaldello" che ha permesso alla polizia di trovare la scusa per effettuare un controllo, una sera di dicembre 2018, dopo un appostamento senza nulla da "segnalare", tranne il fatto che diverse persone entravano nel negozio ma non uscivano. Fino a oltre le undici di sera, quando gli agenti hanno visto uscire un uomo con una birra in mano dopo le undici di sera. 

La bisca nello scantinato

Immediato il controllo di una volante. All'interno il negozio si sviluppa con un piano terra e un soppalco che funge da internet point, in quel momento vuoto. Ma gli agenti hanno notato una vetrina espositiva e hanno provato a spostarla. Dietro, partivano scale che portano al sotterraneo del locale. 

Il titolare del market ha cominciato a sbraitare, proabilmente per farsi sentire fino da basso. Gli agenti intanto scendevano le scale. E giù, nello scantinato, hanno sorpreso una ventina di persone di cui dieci a tre tavoli da gioco, con carte, legnetti (alcuni giochi orientali li prevedono) e dadi. E circa 200 euro sui tavoli stessi. 

Una bisca clandestina a tutti gli effetti: i dieci (tra cui il titolare del market e il ragazzo la cui madre aveva lanciato l'allarme) sono finiti sotto indagine per gioco d'azzardo, mentre il denaro, le carte, i dadi e i legnetti sono stati sequestrati insieme ad un taccuino che serviva da "libro mastro", con riportati moltissimi nomi e importi in euro e dollari. 

Il giro illegale

Gli indagati sono tutti di nazionalità bengalese e regolari in Italia. Nessuno di loro era visibilmente ubriaco, anche se nello scantinato vi erano diverse bottiglie di alcolici. Il titolare ha cercato di sminuire la cosa, affermando che si trattava di un ritrovo tra amici, ma il sospetto degli agenti è che in realtà vi sia un "giro" anche più grosso, testimoniato sia dal taccuino (che riportava molti più nomi di quelli sorpresi a giocare) sia dall'esiguità del denaro sequestrato: appena 200 euro, cifra improbabile per i giochi illegali. 

Certo è che il fenomeno delle bische non è più diffuso come ai tempi della vecchia "mala milanese", quando attorno al gioco d'azzardo ruotava molto del business illecito. Ma il gioco illegale non è ancora debellato. E s'affacciano nuovi luoghi e nuovi giochi. Agli agenti del commissariato Comasina sono arrivati i ringraziamenti di una madre preoccupata per il suo giovane figlio immischiato in questa dipendenza. Che, come prova la vicenda di via Monte San Genesio, non si combatte efficacemente riducendo in modo drastico la possibilità di espletare il gioco legale, con regolamenti comunali al limite del proibizionismo. Perché, comunque, non è poi così difficile trovare altri canali.

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