Maxi blitz nel bosco della droga di Rogoredo: carabinieri, vigili e ruspe per la bonifica | Foto

È il terzo blitz in una settimana nell'area di Rogoredo, paradiso di spacciatori e tossici

I carabinieri e la locale in azione - Foto © MilanoToday

Ancora un blitz. Ancora una trappola per gli spacciatori. Forse, quella definitiva. 

Martedì mattina, novantuno carabinieri e sessanta agenti della polizia locale sono entrati nuovamente in azione nel boschetto della droga di Rogoredo, l’area che si estende poco lontano dalla stazione, diventata negli anni paradiso di pusher e tossici. 

Dalle otto di mattina militari e “ghisa” hanno circondato la zona e hanno fatto “irruzione” nel boschetto, concentradosi soprattutto nella porzione di parco compresa tra via Sant’Arialdo, San Dionigi e Fabio Massimo. A controllare l’operazione dall’alto è stato un elicottero dei carabinieri, che ha costantemente sorvolato l’area a bassa quota per comunicare ai militari gli spostamenti degli "obiettivi". 

VIDEO | Perquisizioni e arresti nel boschetto della droga 

arresto boschetto droga carabinieri-2

Gli uomini dell'arma, nel corso dell'operazione, sono riusciti ad arrestare cinque persone e a identificarne altre settantatré. Dieci uomini, invece, sono stati portati in Caserma per il fotosegnalmento e il riconoscimento.

Sul posto sono intervenuti anche operatori dell'Amsa - una ventina in tutto - con ruspe e motoseghe, che si sono occupati di sventrare le baracche di fortuna usate dagli spacciatori e di tagliare gli alberi che permettono a pusher e tossici di "mimetizzarsi"

Quello di martedì è il terzo blitz in una settimana. A inaugurare la serie, l’8 novembre scorso, erano stati proprio i carabinieri, che erano entrati nel parco e avevano arrestato tre persone - un gambiano e due marocchini -, trovati in possesso di hashish e cocaina. Gli stessi militari, intervenuti in gran numero, erano riusciti a scoprire un vero e proprio mercato a chilometro 0 della droga, con banchetti per vendere l’eroina e, a pochi metri di distanza, sedie per i consumatori. 

Due giorni dopo, invece, era toccato alla polizia intervenire nel boschetto. Gli agenti della Questura, in una lunga operazione, erano riusciti a bloccare e identificare sessantacinque persone. Tra di loro venti nordafricani e oltre quaranta italiani, tutti consumatori. In manette erano finiti proprio due italiani: uno era evaso dai domiciliari ed era andato al bosco per comprare droga, l'altro deve rispondere di ricettazione perché è stato trovato con una borsa da donna di cui è stata denunciata la rapina.

VIDEO | Le ruspe in azione nel boschetto della droga

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Da tempo ormai il boschetto - la più grande piazza di spaccio della Lombardia - è infatti terra di crimini e droga. La sostanza che va per la maggiore è l’eroina, venduta a venti euro al grammo, per distacco il prezzo più basso della città. In molti, però, spacciano anche hashish e cocaina - “regalata” a dieci euro per 0,1 grammo -, che tanti tossicodipendenti usano proprio insieme all’eroina. 

A controllare il tutto, come accertato dalle forze dell’ordine in diversi blitz - molti dei quali condotti in borghese - è un sistema di vedette, che avvisano i pusher dell’eventuale arrivo di visite non gradite e che “selezionano” i clienti all’ingresso.

Neanche loro, però, martedì mattina hanno potuto opporsi a carabinieri, vigili, motoseghe e ruspe. Dopo l'ispezione di carabinieri e vigili sarà il turno della bonifica e della pulizia. Con la possibilità, quanto mai concreta, che sia l'inizio di una nuova vita per Rogoredo e il suo bosco

VIDEO | Un "giro" nel boschetto della droga di Rogoredo 

boschetto droga rogoredo video-2

"Dopo i fatti di piazzale Loreto - l'omicidio di un trentasettenne dominicano ucciso tra la folla -, a seguito delle dichiarazioni del nostro sindaco, Beppe Sala, oggi non si fa che parlare di sicurezza, di militari e del senso di impotenza dei cittadini. È il momento, però, - ha commentato l'assessore alla sicurezza, Carmela Rozza - di lasciare le parole al calduccio dentro la nostra testa e di passare all'azione".

"Mentre le diatribe fanno da primadonna, mentre ci si perde a decidere chi per primo ha voluto i militari per le strade, mentre si descrive via Padova come un girone dantesco - ha proseguito - la polizia locale è nel famigerato boschetto di Rogoredo a coadiuvare un blitz dei Carabinieri. Al di là di qualsiasi sterile polemica, questo è il momento di agire, di dimenticare sberleffi e frecciatine e di fare". 

"L'intervento al boschetto di Rogoredo è una delle tappe del programma condiviso al Tavolo dell'ordine e della Sicurezza pubblica presso la Prefettura. Puntiamo - ha annunciato la Rozza - ad eliminare una piazza dell'eroina che esiste da più di venti anni: un impegno preso dal primo giorno in cui ci siamo insediati”. 

“È l'ennesimo intervento, e non l'ultimo - ha chiarito - per restituire quell'area alla città. Sono state tolte le barriere di protezione utilizzate dagli spacciatori, abbattute le baracche ed è iniziato il lavoro di bonifica dell'area dalle siringhe, che dovrà continuare nelle prossime settimane".

"Uno spacciatore arrestato oggi a Rogoredo - ha concluso la Rozza - è uno spacciatore che domani non venderà morte in polvere ai nostri figli ed è questo quello che conta, al di là di tanti esilaranti teatrini".
 

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