Milano, bomba contro il "centro sociale": "È un attentato contro i rom ospitati nello spazio"

Bomba carta contro la sede di "Ri-Make", nell'ex liceo Omero. La denuncia del gruppo

I danni a una finestra

Tre sassi scagliati contro le finestre. Poi la bomba carta e l'esplosione, violentissima. "Assalto" giovedì sera alla sede milanese di "Ri-Make", l'associazione che da tempo ha occupato l'ex liceo Omero di via del Volga trasformandolo in una sorta di centro sociale e in uno spazio di "mutuo soccorso". 

"Giovedì sera molte/i abitanti di Bruzzano hanno sentito un forte scoppio provenire dalla zona di via del Volga. La ragione dello scoppio è stata subito chiara: qualcuno aveva tirato una bomba carta contro una finestra dello Spazio Ri-Make", la denuncia del collettivo. L'ordigno artigianale ha causato "solo danni al vetro e a un armadio, senza danni per le persone che si trovavano all'interno, in particolare alla ragazza che vive da tempo nell'ex casa del custode. Solo qualche minuto prima tre lanci di sassi hanno rotto altre tre vetrate".

"Si tratta - sottolineano da Ri-Make - di un vero e proprio attentato contro un'esperienza di recupero di uno stabile abbandonato a fini socio-culturali e con una gravissima matrice di odio razziale, scagliato contro le persone rom e rumene ospitate nello spazio, da prima della stessa riappropriazione da parte del collettivo Ri-Make".

Foto - I danni alla struttura

bomba carta rimake-2

"Questo - proseguono - è un attacco gravissimo e violento contro le tante attività sociali e solidali che si svolgono nello spazio di Ri-Make, un attacco al nostro pranzo popolare della domenica, allo sportello di assistenza sindacale, allo spazio di cura condivisa dei bambini, ai corsi di sport popolare, al nostro mercatino dei produttori indipendenti, alla scuola di italiano per straniere e un attacco all’incolumità di alcune persone sulla base di uno stigma razziale che ha causato e continua a causare violenza".

E da Ri-Make hanno anche in mente da dove nasce l'attacco: "L'atmosfera mefitica che parte dal ministero della paura e dai suoi scagnozzi locali produce anche questi atti - evidenziano -. Un’atmosfera che produce personaggi come chi decide di confezionare un ordigno per portare 'legalità, ordine e decoro' contro persone ed esperienze sociali. Questa volta senza conseguenze per quelle persone. Dobbiamo veramente aspettare che ciò succeda?". 

"Da parte nostra ci stringiamo in particolare a chi era fisicamente presente nello spazio nel momento dello scoppio della bomba e che hanno subito fisicamente la violenza di questo atto. Sia chiaro a noi stessi e alla meravigliosa rete di relazioni di solidarietà che da anni permette a Ri-Make di esistere e crescere - concludono dal collettivo -, non abbiamo paura".

Denunciato un vicino

I carabinieri, stando a quanto appreso, hanno denunciato un uomo di trentasette anni, un italiano senza nessun precedente, per i reati di "danneggiamento e accensioni ed esplosioni pericolose". 

Ascoltato dai militari, l'uomo - che vive in zona - avrebbe spiegato di essere stanco dei continui rumori che arriverebbero dal centro. Lui stesso avrebbe escluso la matrice razzista del gesto. 

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