Non paga lo strozzino della 'ndrangheta e gli mettono una bomba in casa: arrestati altri tre

La vittima era stata ripetutamente minacciata, malmenata e seviziata. Gli arresti dei carabinieri

La palazzina

Sono stati arrestati i complici di Roberto M., il giovane di 25 anni finito in manette lunedì 6 novembre con l'accusa di detenzione di materiale esplodente, estorsione e usura con l'aggravante della modalità mafiosa. Sarebbe lui il responsabile della bomba esplosa a Pioltello (Milano), in via Dante Alighieri, il 10 ottobre 2017 intorno alla 1.20, che ha provocato danni ingenti ad una intera palazzina e l'evacuazione per ventisette persone.

I carabinieri del Comando Provinciale di Milano hanno dato esecuzione a un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Dda del capoluogo, Ilda Boccassini e Paolo Storari, nei confronti di tre italiani, già noti alla giustizia, ritenuti responsabili a vario titolo di estorsione, usura e violenza privata, aggravati perché commessi con modalità mafiose.

La palazzina distrutta dalla bomba: il video

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Il provvedimento giunge a conclusione degli approfondimenti investigativi condotti dai militari del Nucleo Investigativo di Monza e della Compagnia di Cassano D'Adda a seguito dell’attentato dinamitardo: quando venne fatto esplodere un ordigno Ied (Improvised explosive device), davanti alla porta di ingresso dell'abitazione di un 46enne ecuadoregno. 

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Le indagini hanno inoltre appurato che gli autori del reato, nel mese di agosto 2016, avevano concesso un prestito di 3mila euro a un 32enne ecuadoregno residente a Pioltello, pretendendone la restituzione con interessi usurari di 400 euro mensili, nonché con una penale di 50 euro per ogni giorno di ritardo rispetto al termine pattuito. La vittima era stata ripetutamente minacciata e persino caricata a bordo di un veicolo al cui interno era stata malmenata e seviziata per ottenere il pagamento. Gli arrestati, Manuel M., cugino di Roberto, Fabrizio G., e Francesco P., sono stati rinchiusi presso il carcere di Opera.

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