Silvia Romano, bottiglia contro il palazzo in cui abita la cooperante: la scientifica sul posto

Cocci di vetro sono stati ritrovati sul davanzale della finestra di un vicino di casa

Una bottiglia di vetro sarebbe stata lanciata contro una delle finestre del palazzo in cui vive Silvia Romano, la cooperante di 24 anni rapita un anno e mezzo fa in Kenya e liberata nel weekend. La scoperta è stata fatta nel primo pomeriggio e sul posto, in via Casoretto, sono immediatamente intervenuti gli agenti della Digos e della scientifica, che stanno repertando tutte le potenziali prove. 

A dare l'allarme è stato il proprietario dell'appartamento colpito, che si trova al piano inferiore rispetto all'abitazione dei Romano. La finestra è quella esattamente sotto a quella della casa di Silvia: la stessa dalla quale la cooperante si era affacciata il giorno del suo ritorno a Milano. 

Mentre Digos e scientifica hanno raccolto tutti i reperti, i poliziotti hanno ascoltato tutte le persone che vivono nell'appartamento. Non è noto ad ora quando la bottiglia sia stata lanciata, né da chi. "Sembrano dei cocci di una bottiglia di birra", ha raccontato il ragazzo che "questa mattina" ha trovato i vetri e ha chiamato le forze dell'ordine. "Non abbiamo sentito rumore e non ci sono danni, di notte teniamo chiuso tutto - ha spiegato -. È normale che ci siamo spaventati, siamo preoccupati per Silvia, per tutti. Una settimana fa non lo avrei fatto, potrebbe essere stato anche un ubriaco ma in questo momento giusto era giusto segnalare ogni cosa alle forze dell'ordine, per salvaguardare l'incolumità nostra e del condominio", ha concluso.

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Il gesto accresce inevitabilmente la tensione. Dal suo ritorno a casa, la 24enne è stata infatti più volte insultata e minacciata sui social, soprattutto per la sua scelta - che lei stessa ha definito "libera" - di convertirsi all'Islam. Sulle minacce e offese la procura di Milano ha già aperto un'inchiesta

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