La banca gli pignora la villa e la vende all'asta: imprenditore la brucia, arrestati lui e il cugino

In manette l'ex proprietario della casa e suo cugino. La villa era appena stata comprata

L'incendio dell'11 agosto

Quella casa, che aveva costruito con l'azienda edile di cui lui stesso era proprietario, avrebbe dovuto svuotarla completamente quella notte stessa. Quello per lui era l'ultimo avviso, perché ormai la villa era diventata di proprietà di una donna, che l'aveva regolarmente acquistata. E quella sera in effetti lui nella sua ex abitazione ci è andato, ma a fare tutt'altro. 

Un uomo di quarantaquattro anni - un italiano con un solo vecchio precedente per il fallimento di una società - è stato arrestato giovedì mattina dai carabinieri con le accuse di violazione di domicilio e incendio doloso. Insieme a lui in manette è finito anche suo cugino, un uomo di quattro anni più giovane, senza nessun precedente. 

La villa persa all'asta e bruciata

I due - entrambi messi ai domiciliari - sono ritenuti i responsabili dell'incendio che lo scorso 11 agosto, poco prima della mezzanotte, aveva distrutto una villa di due piani in via San Protaso a Bareggio

I pompieri, che avevano lavorato per cinque ore prima di domare le fiamme, avevano subito segnalato ai carabinieri due particolari che lasciavano pensare che il rogo fosse doloso: una finestra del piano terra divelta - come se qualcuno fosse entrato da lì - e, soprattutto, il forte odore di benzina che si sentiva chiaramente nella struttura. 

Ai militari è bastato poco per capire che dietro le fiamme c'era proprio il 44enne, che ha provato a difendersi con gli investigatori, spiegando - inutilmente - di essere al lavoro.

Grazie alle indagini, infatti, i carabinieri sono riusciti ad accertare che la villa era stata costruita nel 2004 dall'imprenditore, che però nel 2017 l'aveva "persa" dopo alcuni problemi economici e familiari. 

"O io o nessuno"

L'uomo non era più riuscito a pagare il mutuo e la banca aveva pignorato l'abitazione, poi messa all'asta dal tribunale di Milano. In estate, poi, l'appartamento era stato acquistato da una donna e l'11 agosto l'uomo avrebbe dovuto liberare completamente l'abitazione. 

Quella sera - stando alle indagini - lui e suo cugino sarebbero andati nella villetta e, passando da una porta finestra, avrebbero appiccato le fiamme usando tre inneschi, e distruggendo completamente gli interni e il tetto. 

"Se non ci vivo io in quella casa, non ci vive nessuno", aveva detto poco prima l'uomo alla sua compagna. E la promessa l'ha mantenuta. 
 

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