Milano, due bulli di 15 anni in carcere: botte e minacce a un ragazzino per farsi dare i soldi

La vittima, anche lui 15enne, è stata aggredita a ombrellate e poi minacciata. La storia

Senza saperlo ha portato il suo "aguzzino" tra i suoi amici. Quando si è accorto dei suoi modi da bullo, da prepotente, gli ha soltanto chiesto di fare il bravo, di - così gli aveva scritto in un messaggio - "non allungare le mani". E invece proprio da quel messaggio sono iniziati i suoi problemi, tra botte, minacce e richieste di soldi da parte di quei ragazzini della sua stessa età che lui credeva potessero essere suoi compagni. 

Gli agenti del commissariato Scalo Romana, guidati da Francesco Anelli, hanno arrestato due ragazzini di quindici anni con l'accusa di estorsione nei confronti di un loro coetaneo. A mettere la polizia sulle tracce dei due è stata proprio la vittima, che si è presentata dagli agenti insieme a sua madre.

Ai poliziotti il giovane ha raccontato che il giorno prima un suo amico lo aveva aggredito a ombrellate - gli aveva letteralmente rotto un ombrello di legno addosso -, tanto da costringerlo ad andare in pronto soccorso, da dove era poi stato dimesso con cinque giorni di prognosi. 

A causare la rabbia del 15enne - italiano, ma di origini sudamericane - era stato un messaggio di richiamo che la vittima gli aveva mandato dopo un'uscita insieme durante la quale l'aggressore aveva disturbato i suoi amici. Proprio da lì era nata la sorta di spedizione punitiva dalla quale il giovane si era comunque difeso, riuscendo a bloccare e mettere in fuga il "rivale". 

Poco dopo, però, dallo stesso 15enne si era presentato un altro coetaneo - italiano e amico dell'aggressore - che aveva preteso dal ragazzo settemila euro in contanti perché durante la colluttazione aveva rotto il cellulare del sudamericano. I due estorsori hanno quindi iniziato a minacciare la vittima, inviando messaggi dal contenuto abbastanza chiaro: "Voglio i soldi e ne voglio tanti", scriveva uno, "Se non mi dai i soldi ti faccio accoltellare dai miei amici egiziani", le parole dell'altro. 

A quel punto, gli agenti hanno organizzato un finto incontro in un parchetto di porta Romana tra i due ricattatori e la vittima, che si è presentata con due banconote da 50 euro - già fotocopiate - per dare un acconto ai due. Appena i 15enni hanno preso i soldi sono stati arrestati. 

I ragazzi - che davanti agli agenti non si sono giustificati e che provengono entrambi da una famiglia senza alcun problema - sono finiti nel carcere Beccaria: devono rispondere dell'accusa, pesantissima, di estorsione, mentre il sudamericano è anche indagato per lesioni. 

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