Ecco il mega campus della Statale ad Expo: "Nel 2021 il primo anno accademico lì"

Martedì l'università Statale ha formalizzato l'intenzione di trasferire le proprie facoltà scientifiche nell'area di Expo 2015. Il rettore: "Potremmo farcela per il 2021-22". Come sarà

Il progetto - Foto © MilanoToday

Un’area, dalle potenzialità importanti, da sfruttare. Un’università, prestigiosa, pronta a farlo. E una data di “scadenza” non così lontana. 

Sembra tutto pronto per il sogno della Statale di Milano che, “con una scelta storica”, martedì mattina ha formalizzato l’intenzione di trasferire le proprie facoltà scientifiche nell’area di Expo 2015

“Con il voto favorevole del senato accademico e del consiglio di amministrazione - spiegano dalla stessa Statale - è stata formalizzata la manifestazione di interesse dell’università al trasferimento nell’area che ha ospitato Expo 2015 delle proprie aree scientifiche. Il nuovo campus in progetto costituirà nucleo centrale e parte integrante di una nuova città del Sapere”.

I lavori, quelli burocratici, sono già a buon punto. Nelle scorse settimane, infatti, è stato concluso il piano di fattibilità che l’università del rettore Gianluca Vago ha affidato alla Boston Consulting group. Il progetto prevede lo spostamento e la riorganizzazione nell’area di Expo di tutte le aree scientifiche della Statale attualmente presente a Città Studi, con le sole eccezioni delle attività cliniche di area medica e di quelle di medicina veterinaria, che hanno già trovato la propria sistemazione nel Campus disegnato da Kengo Kuma a Lodi.

Così, nel nuovo campus che dovrebbe sorgere ad Expo dovrebbero trovare posto chimica, fisica, matematica, informatica, insieme ai corsi di scienze motorie per un totale di oltre diciottomila studenti. A questi - segnala la Statale - si aggiungono circa mille e ottocento ricercatori, e poco meno di cinquecento tecnici e amministrativi. 

I numeri del piano sono impressionanti: secondo il piano di fattibilità il nuovo campus - tra infrastrutture di servizio, centri di ricerca, laboratori dipartimentali, spazi per la didattica, residenze - coprirebbe un’area di circa centocinquantamila metri quadri, per un investimento finanziario di trecentottanta milioni di euro.

Non è chiaro, al momento, cosa ne sarà delle strutture di Città Studi, che sono caratterizzate - evidenzia la Statale - "da notevole frammentazione delle strutture, diffuse inefficienze e duplicazioni nell’uso negli spazi e da un patrimonio immobiliare in buona parte antecedente il 1930" e che, sembra l'unica via, potrebbero essere messe in vendita. 

“L’idea portante del progetto è fare del nostro campus un ambiente di studio e di ricerca competitivo, attrattivo e sostenibile”, ha spiegato Gianluca Vago in una conferenza stampa che si è svolta alla presenza del Dg dell’Ateneo Walter Bergamaschi, del vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo, dell’Assessore al post Expo della regione Lombardia Francesca Brianza e del ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina.

È stato lo stesso Vago, poi, a fornire già una prima data possibile. “Se il progetto di trasferimento sul sito si realizzerà - ha previsto -, il primo anno accademico frequentato dagli studenti della Statale sul sito Expo potrebbe essere quello del 2021-2022. Ma il momento decisivo, in cui l'ateneo capirà se procedere o meno, sarà la preparazione del documento di programmazione economico finanziaria" da parte del governo "per ottobre". 

Anche perché Vago ha già delle idee su dove trovare i trecentottanta milioni necessari. “Circa 100 milioni, sulla base di uno studio di cassa depositi e prestiti di quattro mesi fa, possono essere ricavati dalla valorizzazione delle strutture di Città Studi, attraverso la vendita o la costituzione di un fondo immobiliare e altri centotrenta milioni circa attraverso l'indebitamento dell'ateneo, il "massimo possibile”. 

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