Carabinieri condannati: pestarono un manganello uno spacciatore

Secondo l'accusa, gli bloccarono bocca con nastro isolante e lo pestarono. L'uomo disse di aver perso dente: calunnia. Ma 3 militari prendono pene fino a un anno

I carabinieri sono stati condannati

Sono stati condannati, rispettivamente a un anno e a nove mesi, due carabinieri accusati di lesioni aggravate per aver legato e picchiato un uomo in una caserma di Milano, dopo averlo fermato a bordo di un'auto rubata.

Un terzo militare è stato condannato a 4 mesi per favoreggiamento e omessa denuncia, perché avrebbe cercato di 'coprire' l'aggressione. Lo ha deciso lunedì 2 luglio il giudice della prima sezione penale del capoluogo lombardo, Cristina Dani. L'episodio risale al 12 agosto del 2009, quando i carabinieri, all'epoca in servizio nella caserma Montebello, bloccarono l'uomo, Luciano F., con precedenti per droga, che stava guidando un'auto rubata, dopo aver incontrato alcuni pusher per una compravendita di eroina non andata in porto.

L'uomo venne portato in caserma e, stando alle indagini del pm di Milano Antonio Sangermano, i due militari, Piero Paolo A., 44 anni, e Gianluca P., 29 anni, con del nastro isolante gli avrebbero chiuso la bocca e poi lo avrebbero picchiato mentre era steso a terra, con le mani legate, usando anche dei manganelli. Dopo l'aggressione, l'uomo era anche stato arrestato con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale e poi portato a San Vittore.

L'uomo nel procedimento si è costituito parte civile, assistito dall'avvocato Gabriele Sartirana, e ha ottenuto un risarcimento a titolo di provvisionale di 7 mila euro (il resto verrà stabilito in sede civile).

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Nell'ottobre del 2010, il gup, oltre a mandare a processo i tre imputati, aveva condannato a un anno e 4 mesi di reclusione, con rito abbreviato, anche la 'vittima' del pestaggio accusata di calunnia, perché avrebbe raccontato agli inquirenti alcuni particolari falsi, come l'aver perso un dente per un pugno in faccia, in realtà mai subito.

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