Cartello di insulti al disabile per il parcheggio, l’autore chiede scusa: 'Non volevo offendere'

L’autore del cartello ha scritto una lettera alla Lega per i diritti delle persone con disabilità

L'uomo in azione e il cartello

Non voleva offendere nessuno, almeno così ha scritto. Ed è pronto - per sua stessa ammissione - a farsi perdonare con i fatti. 

Sembra pentito il quarantenne brianzolo che un mese fa aveva affisso lasciato un cartello colmo di insulti verso i disabili nel parcheggio del centro commerciale Carosello di Carugate dopo essere stato multato per aver lasciato la propria auto in un posto riservato ai diversamente abili. 

L’uomo, identificato grazie a un video e denunciato per diffamazione aggravata, ha indirizzato una lettera a Ledha - Lega per i diritti delle persone con disabilità -, che aveva subito presentato querela nei suoi confronti. 

“La lettera - ha raccontato la stessa associazione - contiene le scuse da parte dell’autore del gesto che spiega di aver agito di impulso e di non ‘credere in alcun modo’ a quello che ha scritto, ‘né estendo il pensiero in alcun modo all’intera categoria’. Il signor D.T. - hanno fatto sapere da Ledha - scrive di non aver voluto offendere le persone con disabilità ‘nella loro totalità’ e per questo si è reso disponibile a dedicare parte del proprio tempo libero a riparare l’offesa arrecata”

Il quarantenne, convinto di essere stato multato per “colpa” di un disabile che aveva allertato i vigili - convinzione questa in realtà errata - era tornato a casa e aveva stampato un cartello che lui stesso aveva poi affisso nel parcheggio

Insulti al disabile: autista incastrato da questo video

cartello insulti disabile video-2

A te handiccappato - si leggeva sul foglio, con tanto di orrore ortografico - che ieri hai chiamato i vigili per non fare due metri in più vorrei dirti questo. A me 60 euro non cambiano nulla, ma tu rimani sempre un povero handiccappato - altro errore -. Sono contento che ti sia capitata questa disgrazia".

Da lì erano partite le indagini della polizia, che avevano poi portato alla sua identificazione e all’iscrizione nel registro degli indagati della procura di Monza per diffamazione aggravata. Quindi, nei giorni scorsi, un gesto di pentimento arrivato dopo una richiesta di incontro da parte di Ledha. 

“Nel momento in cui abbiamo sporto denuncia per questo fatto, avevamo auspicato un incontro con la persona che ha appeso il cartello - il commento di Marco Faini, vicepresidente dell’associazione -. Questa lettera rappresenta un primo passo in avanti”.

“Purtroppo, il signor D.T. non ci ha lasciato un recapito telefonico né un indirizzo di posta elettronica a cui poterlo contattare tempestivamente - ha aggiunto Faini-. Abbiamo fatto diversi tentativi per reperire un suo contatto telefonico, ma senza successo. Per questo - ha concluso il vicepresidente - Ledha ha risposto con una lettera in cui oltre a esprimere apprezzamento per le scuse torna ad auspicare un incontro con il signo D.T”. 

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