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Case dell'acqua a Milano: servono davvero?

Sembra incredibile, ma in un caso (via Morgagni) accanto al distributore c'è la fontanella: libera, gratuita, ma non offre l'acqua gassata. L'investimento vale?

Massimiliano Melley 5 marzo 2013

Anche Milano ha dunque le sue case dell'acqua, che in realtà sono distributori all'aperto, "snelli" quanto basta per non dare troppo nell'occhio all'interno dei giardini in cui sono stati collocati. Per il momento sono cinque. A dire il vero mal distribuiti, visto che tutta la parte ovest di Milano ne è sprovvista: ma quando vi saranno disponibilità economiche, ne verranno installati altri.

I distributori erogano acqua fresca, naturale o gassata, previo inserimento della carta nazionale (o regionale) dei servizi: ognuno può raccoglierne al massimo sei litri al giorno. Si viene così incontro ai pendolari e ai turisti, purché italiani.

Nella foto in basso, il distributore di via Morgagni in zona 3. Come si vede, è accanto a una "vedovella", cioè una delle centinaia di fontanelle a getto continuio sparse per la città. Uno dice: ci sarà qualche differenza. E invece no: l'acqua erogata dal distributore è esattamente la stessa della fontana. Così come è identica all'acqua che arriva nei condominii. In questo caso, però, non è detto che dai rubinetti sgorghi com'è arrivata: dipende soprattutto dall'impianto del palazzo, che può essere difettoso o vetusto.

Ora, tornando ai distributori: qual è il senso di installarlo così vicino alla fontana se l'acqua è la medesima, a parte la possibilità di prenderla anche gassata? Forse le iniziative con maggior senso sono quelle "private", come la cooperativa Degradi che, in via Caldera 111 (a Quinto Romano), ha installato in cortile un distributore ad uso condominiale per le circa 200 famiglie affittuarie. Un'idea che, secondo Legambiente, andrebbe estesa su larga scala.

Considerando che i cinque distributori sono costati circa 189mila euro (quindi 38mila per ogni distributore), qualche domanda sembra lecita. Dal punto di vista sociologico lo si può ritenere un buon investimento se si pensa a tutti coloro che vorrebbero risparmiare il costo dell'acqua al supermercato (sembra poca cosa, ma chi deve fare i conti sui centesimi di euro li fa anche sull'acqua) ma non vogliono farsi vedere alla fontanella: il distributore tecnologico è più elegante, più "smart". Insomma, meno dequalificante.

Michele Sacerdoti, storico esponente dell'ambientalismo milanese, difende i distributori: "Mi sembra - dice a MilanoToday - una buona iniziativa per invogliare al consumo dell'acqua pubblica, che a Milano è di ottima qualità, e pur se sembrano un po' care mi sento d'accordo. Lo scopo è quello di far sì che i milanesi si abituino a portare l'acqua a casa, con un risparmio di rifiuti perché si consumerebbero meno bottiglie di plastica".

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Distributore acqua via Morgagni-2

Porta Venezia
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