Cesare Battisti ai pm ammette tutti gli omicidi: «Chiedo scusa alle famiglie»

L'ex terrorista arrestato in Bolivia riconosce la sua colpevolezza

Cesare Battisti (da Today.it)

Ha ammesso tutti gli addebiti, davanti ai magistrati, Cesare Battisti, ex leader dei Proletari armati per il comunismo (Pac), interrogato presso il carcere di Oristano dal pubblico ministero di Milano Alberto Nobili e dalla dirigente dell'antiterrorismo della Digos di Milano Cristina Villa, da cui è partita l'indagine che ha portato alla cattura di Battisti in Bolivia, dove si era rifugiato in seguito alla perdita dello status di residenza permanente in Brasile.

Video: gli istanti prima della cattura di Battisti

L'ex super latitante ha quindi dichiarato di avere partecipato ai quattro omicidi addebitati ai Pac, per i quali deve scontare il carcere a vita: i due per i quali è considerato esecutore materialie e i due per i quali è considerato tra i mandanti. L'esito giudiziario dice che Battisti uccise materialmente l'agente penitenziario di Udine Antonio Santoro (6 giugno 1978) e l'agente della Digos di Milano Andrea Campagna (19 aprile 1979).

Battisti e l'omicidio Torregiani

Battisti ha anche ammesso di avere organizzato come mandante gli omicidi di Pierluigi Torregiani a Milano (16 febbraio 1979) e Lino Sabbadin a Santa Maria di Sala, in provincia di Venezi (16 febbraio 1979). Il primo un gioielliere, il secondo un macellaio. Molto scalpore fece soprattutto la vicenda di Torregiani, assassinato durante una rapina nel suo negozio: il figlio 13enne Alberto venne ferito e rimase per sempre paraplegico.

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«Dichiarazioni che fanno giustizia di tante polemiche di questi anni, e che rendono onore alle forze dell'ordine e alla magistratura che lo ebbe a condannare», è il commento del procuratore capo di Milano Francesco Greco all'apprendere la notizia delle confessioni: «Non si è trattato di collaborazione di giustizia, ma di importantissime ammissioni», ha aggingo il pm Alberto Nobili. Non è mancata anche l'ammissione di avere «capito il male» fatto alle vittime e la richiesta di scuse alle famiglie.

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