Milano, un cinema nell’ospedale Niguarda: così i film aiutano a curare bimbi e pazienti

L'iniziativa di MediCinema e Walt Disney. La sala sarà aperta anche ai pazienti allettati

Come sarà il MediCinema al Niguarda

Un modo per curare il corpo e la mente. Una strada per far dimenticare l’ospedale e la corsia. E, dati scientifici alla mano, un aiuto concreto alle cure mediche. 

Molto presto al Niguarda di Milano i pazienti saranno “affiancati” nei loro percorsi medici anche dai film. Tutto merito di “MediCinema”, una Onlus italiana che punta a trasformare il cinema in - spiegano - “un nuovo servizio alla persona e un’esperienza terapeutica da vivere e condividere anche in ospedale”. 

Così, nel grande ospedale meneghino verrà costruita una sala di circa trecento metri quadrati tecnicamente all’avanguardia e raggiungibile da ogni parte della struttura attraverso corridoi sotterranei, illuminati e riscaldati. Il cinema sarà creato nel Blocco Nord grazie al contributo di privati e alla sponsorizzazione di Walt Disney, che è subito scesa in campo accanto alla Onlus. 

La prima fila della sala sarà riservata ai pazienti allettati e la seconda alle persone in carrozzina, mentre dietro verranno creati altri novanta posti, tutti con le necessarie attrezzature per continuare le cure. 

VIDEO | Il cinema all'ospedale Niguarda

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Lo spazio - spiega MediCinema - “sarà adibito alla terapia di sollievo per i pazienti, adulti e bambini in degenza ospedaliera, ed accessibile anche ai familiari dei degenti. L’attività di terapia con il cinema sarà completata dall’utilizzo di vibro acustica con basse frequenze quale innovazione di intervento terapeutico”. 

Perché si, giurano da MediCinema, il cinema fa bene ai pazienti. “Uscire dalla propria stanza e assistere a un film è un’esperienza terapeutica che aiuta a ridurre la percezione del dolore, portando sollievo ai pazienti e alle loro famiglie - spiega la Onlus -. Lo sanno bene al Policlinico Gemelli di Roma dove, da settembre 2016, è in corso lo studio osservazionale, condotto insieme ai ricercatori della facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica”. 

E i risultati dello studio, in effetti, sono più che incoraggianti. Sui duecentosessanta pazienti “controllati” - venti del Niguarda, il resto del Gemelli - sono stati riscontrati miglioramenti tra il 20 e il 30% nella percezione del dolore. “È emerso che, a differenza dei pazienti rimasti in corsia, la maggior parte - ben l’80% - di quelli che hanno assistito ai film presentavano - evidenzia MediCinema - una riduzione significativa della percezione di trovarsi e sentirsi in ospedale, accompagnata dalla percezione di vivere in un clima emotivo che si avvicina a quello sperimentato a casa propria e, comunque, al di fuori del contesto ospedaliero”.

“L’ambizione del nostro ospedale - chiarisce un soddisfatto Marco Trivelli, direttore generale del Niguarda - è prendersi cura della persona nella sua globalità e individualità e per questo, convinti degli effetti positivi della cinematerapia sui pazienti, attraverso questo progetto vogliamo realizzare uno strumento in più per donare sollievo, momenti di normalità, di distrazione dalla malattia per chi è ricoverato in ospedale”. 

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