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Il triste tramonto dei cinema porno: a Milano rimangono in quattro

Sono rimasti in quattro i cinema hard a Milano: fagocitati dal web e dai video gratis, sono diventati ormai ritrovi per "incontri clandestini"

Uno dei pochi cinema hard rimasti, l'Ambra di via Padova (foto Leiweb.it)

Sono come dei panda. Anzi, più che panda dei "dodo", sull'inesorabile via del tramonto della specie. I cinema hard rimasti a Milano si contano sulle punta delle dita. E non riescono nemmeno a rimpire una mano. Sono il Pussycat al Giambellino, l'Ambra di via Padova, il Garden a Lambrate e il Sempione in via Pacinotti. 

Finiti. Fagocitati e sbranati dall'avvento di internet e dei video gratis sul web. I loro "de profundis" lo intona Libero, nelle pagine milanesi. "Nella Milano da bere dei mitici anni Ottanta pullulavano le sale a luci rosse. Era sufficiente camminare per strada, magari a braccetto con la compagna, per imbattersi in un tripudio di foto sexy e locandine osè. Incassavano fior di quattrini i venti cinema porno disseminati, senza distinzione, tra centro e periferia, con tanto di pubblicità nelle pagine degli spettacoli del Corriere nazionale", si legge.

"Un business assai fiorente per ragazzi alle prime esperienze, mariti allo sbando e arzilli pensionati. Ma l'avvento di internet ha stravolto il mercato, e tolto molto pathos ai sogni erotici del maschio italico in pausa pranzo. Ora va di moda Youporn, ma resistono i Dvd", scrive il giornale diretto da Maurizio Belpietro.

Da segnalare, però, che di cinema, chi frequenta le pochissime sale rimaste, interessa ben poco. Sono delle specie di sale-incontro. "Francamente dei film in programmazione non interessa più nulla, essendo divenute zone no limits per incontri clandestini. Dimentichiamo i goliardici militari in libera uscita, perché troveremo solo bisex in cerca di svaghi alternativi e trans desiderosi di veloce compagnia. O meglio, l'ignoto oltre la porta d'ingresso, conclude.

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