Cocaina nascosta nei presepi peruviani: era così che la droga 'sbarcava' in Italia | Immagini

La Squadra Mobile di Milano ha smantellato l'organizzazione: eseguite 21 misure cautelari

Uno dei presepi (Foto S.M.P.)

Presepi artigianali peruviani, caramelle al caffè e batterie d'auto. Erano questi i nascondigli in cui veniva occultata la cocaina che dal Sudamerica arrivava alle strade di Milano. Carichi di droga che, prima di approdare in Italia, passavano dall'Olanda o dalla Spagna, a parte un'occasione in cui lo stupefacente è sbarcato direttamente in Calabria.

Gli arresti

La Squadra Mobile di Milano, guidata da Lorenzo Bucossi, ha smantellato l'organizzazione. Alle prime luci di mercoledì, gli agenti hanno eseguito 21 misure cautelari - 14 in carcere e 7 con obbligo di dimora e firma -  contro 5 italiani e 16 stranieri, perlopiù peruviani. 

L'indagine, denominata 'Gringo' come l'alias di uno dei capi italiani, è stata condotta dalla VII Sezione, diretta da Domenico Balsamo. Ha avuto inizio dai risultati ottenuti con un'altra operazione di polizia, 'Rubens', del settembre 2014: conclusasi con 37 arresti e 8 fermi. 

Come la droga arrivava a Milano: video

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Il viaggio della cocaina

Gli investigatori, coordinati dalla Procura della Repubblica di Milano, hanno accertato che l'importazione della droga avveniva grazie all'uso di voli di linea provenienti dal Perù con destinazione vari aeroporti europei. La coca veniva occultata all'interno di manufatti in legno: come presepi e sculture andine. Una volta arrivata in Europa con l'aereo, raggiungeva in Italia via terra.

Personaggio di spicco della banda era il Gringo, un calabrese residente a Milano, di 34 anni e con precedenti specifici. Tra i suoi contatti c'era anche un broker peruviano che dall'Olanda distribuiva la 'bianca' nascondendola in batterie d'auto o in caramelle al caffè. Ma tra i canali di approvvigionamento c'erano anche altri sudamericani  che abitavano a La Spezia e Piacenza.

Nei tre anni di indagine sono state arrestate 17 persone in flagranza di reato, sequestrati 15 chili di cocaina, 175 grammi di marijuana, circa 20 chili di hashish, una pistola semiautomatica e 22mila euro. 

Il ristoratore peruviano

Tra i destinatari della misura d’obbligo di firma c'è anche un sudamericano molto noto nella comunità latina della città meneghina. L'uomo, classe '59, è il proprietario di un ristorante di cucina peruviana in zona viale Monza - Precotto - a Milano.

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