Aggressioni con acido: "Spaventosa gravità", le motivazioni della condanna definitiva

La Cassazione su Boettcher e Levato: "Totale insensibilità"

Martina Levato e Alexander Boettcher

Piena consapevolezza di quello che stava facendo, nonostante l'appurata soggezione nei confronti dell'allora fidanzato Alexander Boettcher. E' questo, in estrema sintesi, il parere della Corte di Cassazione sull'atteggiamento di Martina Levato, nel confermare la condanna per le aggressioni con l'acido senza tuttavia accogliere l'associazione a delinquere e quindi ritoccando leggermente all'ingù le pene per la "coppia diabolica". Lei, in particolare, è stata condannata a 19 anni e 6 mesi mentre lui a 21 anni. Il loro complice, Andrea Magnani, è stato invece condannato a 8 anni e 9 mesi.

Lo si evince dalle motivazioni depositate dagli ermellini in seguito alla sentenza, datata 7 dicembre 2018. Che parlano anche di "spaventosa gravità" per le azioni e per quello che hanno provocato alle vittime. Gravità connotata da "peculiare violenza e distruttività", ma anche "insensibilità e superamento dei più elementari sentimenti di compassione e di immedesimazione nelle sofferenze altrui".

Boettcher chiedeva una pena più lieve a fronte dell'avvenuto risarcimento economico alle vittime. Ma la Corte di Cassazione non è d'accordo e specifica che l'Appello di Milano aveva già correttamente tenuto conto dei risarcimenti nel calcolo della pena, tenendo anche conto dei danni subìti dalle vittime, peraltro anche con scambi di persona; dunque, i risarcimenti hanno semmai evitato a Boettcher una pena ancora maggiore.

Le tre aggressioni con l'acido

Il primo aggredito dalla coppia fu lo studente Stefano Savi, nella notte tra l'1 e il 2 novembre 2014, che perse la vista da un occhio e dovette ricorrere a numerose operazioni chirurgiche. L'intento era quello di colpire gli ex di Levato, come per un rito di "purificazione", ma Savi non aveva mai avuto nulla a che fare con la bocconiana. I due amanti (Boettcher all'epoca era sposato) cercavano invece il fotografo Giuliano Carparelli, che fu poi il secondo ad essere colpito: ma, per sua fortuna, riuscì a proteggersi dal getto dell'acido aprendo l'ombrello. Era il 26 novembre 2014. Infine, il 28 dicembre 2014, fu la volta di Pietro Barbini. Quella stessa sera, però, Boettcher prima e Levato poi vennero arrestati. Poi, con le indagini, si arrivò al complice Magnani.

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