Condanna definitiva per Marianna Sergio: voleva raggiungere la sorella Fatima e l'Isis

I genitori delle due ragazze, anch'essi arrestati nel 2015, sono nel frattempo morti

Marianna Sergio, confermata la sua condanna

E' definitiva la condanna a 5 anni e 4 mesi di reclusione per Marianna Sergio, la sorella della prima foreign fighter italiana, ovvero Maria Giulia Sergio, che aveva acquisito il nome di Fatima dopo la conversione all'Islam. Per Marianna il verdetto della Cassazione risale al 16 aprile ma se n'è saputo soltanto il 7 maggio. La corte del terzo grado di giudizio ha deciso di confermare la condanna in Appello. La Cassazione ha confermato anche le condanne per i coimputati di Marianna Sergio, ovvero gli zii del marito di Fatima: Arta Kakabuni (che sconterà 3 anni e 8 mesi) e Baki Coku (che sconterà 2 anni e 8 mesi). Per Lubjana Gjecaj, accusata di favoreggiamento, 3 anni di carcere.

La vicenda ruota intorno a Fatima, alias appunto Maria Giulia Sergio, una ragazza italiana che - insieme al marito Aldo Kobuzi - aveva lasciato Inzago per la Siria e aveva convinto l'intera famiglia (padre, madre e sorella, tutti a loro volta convertitisi) a raggiungerla nei territori controllati dall'Isis. Piano interrotto dal blitz del 1 luglio 2015 con cui le forze dell'ordine avevano arrestato la famiglia a Inzago, impedendo ai congiunti di partire per la Siria. 

La famiglia italiana che voleva unirsi all'Isis

La svolta nelle indagini era arrivata dopo avere intercettato una comunicazione tra Fatima, allora 28enne, e il resto della famiglia, dai contenuti inequivocabili. Determinanti anche le evidenze sulla preparazione della partenza, ad esempio col ritiro dei passaporti nel mese di giugno. In precedenza la famiglia aveva venduto i mobili di casa e il padre si era licenziato incassando il Tfr. Tutti elementi che facevano presagire un'imminente partenza per unirsi allo stato islamico.

Inquietanti ma illuminanti alcuni passaggi intercettati. La madre, durante una delle conversazioni intercettate, chiedeva a Fatima che cosa potesse fare in Siria ("che vita faccio? C'è la lavatrice? C'è l'orto?"), e la figlia rivolgendosi al padre mostrava risolutezza: "Papà, tu sei chiamato dall'Islam, tu comandi in casa, prendi la mamma per i capelli e portala qui in Siria. Tu sei il marito, lei è obbligata a obbedirti".

La morte dei genitori di Fatima

Pochi mesi dopo l'arresto, a ottobre del 2015, la madre di Fatima, Assunta Buonfiglio, morì mentre era ricoverata all'ospedale di Vigevano, dov'era stata portata dal carcere per effettuare un'operazione che ha avuto complicanze inattese. La morte sopraggiunse appena dopo la concessione degli arresti domiciliari, che la donna non poté sfruttare.

Nel mese di novembre del 2017 morì invece il padre Sergio Sergio. Era già stato condannato a 4 anni di carcere e, al processo, si era difeso: la sua intenzione, nel partire per la Siria, non sarebbe stata quella di commettere attività terroristiche ma solo di tenere unita la famiglia. 

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Fatima condannata ma forse è morta

Quanto a Fatima, la ragazza da cui tutto partì, è stata condannata a 9 anni di reclusione (e suo marito a 10 anni), ma non si sa con precisione dove si trovi e soprattutto se sia ancora viva o no. Da anni, infatti, non si hanno più notizie di lei. E la sorella Marianna, nel 2017, ha dichiarato che Fatima avrebbe potuto essere già morta, spiegando che era malata e che proprio questo dettaglio (e non l'adesione al terrorismo) avrebbe spinto l'intera famiglia a organizzarsi per raggiungerla in Siria.

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