Prima condanna in Italia per tortura: 4 minorenni martoriarono un coetaneo in garage

L'episodio, che avvenne a Varese, è stato giudicato dal Tribunale dei minorenni di Milano

Il carcere Beccaria

Fu la Corte europea di Strasburgo a invitare l'Italia, nel 2015, a dotarsi di uno strumento giuridico contro la tortura e altri maltrattamenti, in ossequio all'articolo 3 della Convenzione europea per i diritti umani («nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti»). Il caso che aveva fatto scattare il procedimento di condanna all'Italia era quello dell'irruzione delle forze dell'ordine alla scuola Diaz di Genova nel 2011.

E nel mese di luglio del 2017 entrarono in vigore i due articoli (613-bis e 613-ter) del codice penale con cui il reato di tortura è stato introdotto nel nostro ordinamento. Ora, al Tribunale per i minorenni di Milano, la prima condanna italiana per questo reato, mentre è ancora aperto un procedimento per lo stesso reato per il 66enne di Manduria (Taranto) aggredito da una baby gang.

La violenza a Varese

Tornando al caso della condanna a Milano, questo riguarda quattro minorenni che, nel 2018 a novembre, torturarono un loro coetaneo (un 15enne), che conoscevano di vista, all'interno di un box a Varese. Per competenza della procura minorile sono stati giudicati a Milano. Uno dei gruppo è stato condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione oltre a 1.500 euro di multa, mentre gli altri tre coetanei a 4 anni di reclusione e 1.200 euro di multa. Ora staranno al Beccaria, il carcere minorile milanese.

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Ma che cosa volevano, i quattro, dalla vittima? Farsi dire dove avrebbero potuto rintracciare un suo amico, nei cui confronti pretendevano di avere un credito di pochi euro. Lo hanno convinto a seguirli nel garage, lo hanno legato a una sedia, lo hanno spogliato, lo hanno picchiato, lo hanno cosparsi di acqua fredda, lo hanno minacciato puntandogli un contello e poi hanno postato foto e video delle torture su Instagram. Ora per loro è arrivata la condanna 

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