Strage via Brioschi, Pellicanò confessa: “Ho staccato il tubo, ma non volevo uccidere”

L'uomo, che è in carcere da venerdì, ha reso piena confessione davanti al Gip. Ha ammesso di aver staccato il tubo del gas, ma ha giurato di non voler uccidere nessuno. I fatti

Pellicanò e la sua ex moglie Micaela

Alla fine è crollato. Dopo aver provato, inutilmente, a nascondersi dietro quei “farmaci” che gli avrebbero impedito di ricordare, ha parlato. E ha confessato. 

Giuseppe Pellicanò, il pubblicitario cinquantunenne arrestato venerdì per la strage di via Brioschi, ha ammesso davanti al Gip di Milano di aver staccato il tubo del gas della casa in cui viveva con l’ormai ex moglie Micaela Masella e con le loro due bimbe, di sette e undici anni. 

La confessione, piena, è ufficializzata dal provvedimento con cui il Gip, Giusi Barbara, non ha convalidato il fermo ma ha disposto la custodia cautelare in carcere di Pellicanò, che è accusato di strage

Nel primo interrogatorio sembrava che l’uomo - che già nei giorni precedenti alla strage aveva messo nel mirino il nuovo compagno di Micaela - avesse raccontato di ricordare poco a causa dei “farmaci”, ma avesse ammesso che fosse “possibile” che era stato proprio lui a manomettere l’impianto del gas, causando l’esplosione

Davanti al Gip, invece, è arrivata una confessione totale, anche se Pellicanò si è parzialmente discolpato giurando di non voler uccidere né Micaela, ormai pronta a trasferirsi a vivere con il nuovo fidanzato, né le sue bimbe, entrambe rimaste ferite e ustionate nell’esplosione. 

La sete di vendetta di Pellicanò, che non si dava pace per la decisione della ex moglie di andare a vivere insieme al nuovo compagno, è invece costata la vita proprio alla “sua” Micaela e a Chiara e Riccardo, i due ragazzi ventisettenni che hanno avuto l’unica “colpa” di vivere nell’appartamento accanto a quello della famiglia.  

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